Si è svolto oggi presso la sala consiliare del Comune il primo degli incontri organizzati dall’assessorato al Welfare – Famiglia e Infanzia relativo all’iniziativa che ha ad oggetto il tema della vita e le sue implicazioni nella realtà odierna. Il progetto, promosso dall’assessorato al Welfare, si chiama “Città dell’infanzia” e, in collaborazione con la Onlus “La Quercia millenaria”, l’Asur Marche, il Movimento per la vita, l’Associazione famiglia nuova, organizza una serie di incontri a tema che oggi hanno visto protagonista l’argomento delle malformazioni fetali e delle diagnosi prenatali. Hanno condotto l’incontro due genitori rappresentanti della Onlus “La Quercia millenaria” che hanno portato a conoscenza della platea, purtroppo poco numerosa nonostante il tema trattato, la loro tragica esperienza consistente nel non aver avuto nessun supporto medico né psicologico che permettesse di affrontare una diagnosi prenatale di malformazione fetale quando si fa la scelta di non interrompere la gravidanza. La Onlus in questione si propone di stare vicino a quelle famiglie che vivono questo tipo di dramma, seguendole passo dopo passo attraverso un supporto psicologico costante prima e dopo il parto. Sono state offerte testimonianze dirette e indirette e immagini molto toccanti di coppie durante e dopo la nascita che, nonostante la consapevolezza di una diagnosi prenatale di malformazione fetale che non avrebbe lasciato vivere a lungo il neonato, hanno deciso di portare a termine la gravidanza ed affrontare le conseguenze del dolore che una morte precoce, spesso precocissima, avrebbe causato. Si è posto l’accento sulla scelta consapevole che i genitori fanno in queste circostanze, sulla possibilità di effettuarla nonostante i medici invitino all’interruzione di gravidanza e sulla necessità di seguire e supportare queste famiglie nel percorso che si apprestano a compiere, prima e dopo il parto. Infatti si possono verificare molteplici esiti, come quello del neonato che muore immediatamente dopo essere venuto al mondo, del neonato che vive solo pochi giorni o del neonato che non presenta i sintomi diagnosticati dai medici ma patologie molto più leggere e con le quali si può convivere. Nella numerosa serie di casi che si sono presentati all’attenzione della platea, anche attraverso le testimonianze dirette di mamme che hanno vissuto in prima persona vicende tragiche, ciò che si è evidenziato è stata la necessità di porre i genitori dinanzi alla facoltà di scegliere di portare a termine la gravidanza e di fornire loro un supporto psicologico costante basato sulla consapevolezza delle conseguenze della propria scelta e sulla capacità psicologica di gestirle e di controllare la forte emotività ad essa connessa. Infatti la consapevolezza consente un maggiore controllo dell’ansia ed una migliore gestione dell’aspetto emotivo, per evitare casi di depressione patologica e di paura a ritentare il percorso di un’altra gravidanza. Purtroppo, vista l’intensità dei temi e delle testimonianze, l’iniziativa è stata poco partecipata e non si è registrata la presenza di nessuno dell’Amministrazione Comunale, a parte l’Assessore al Welfare che però si è intrattenuta per poco tempo. Unico consigliere comunale presente, il Consigliere Pd Mirella Franco.
Di Vera Spanò





