A CIVITANOVA L’UNIONE CATTOLICA ARTISTI ITALIANI

Con la nomina del consulente ecclesiastico, nella persona di don Andrea Verdecchia, si è costituita a Civitanova la prima sezione diocesana dell’Ucai.
L’Unione Cattolica Artisti Italiani, ha scritto Pina Coppola, nasce da un’ idea di Paolo VI, il quale, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, per favorire la ripresa culturale della nazione e recuperare il senso del bello e del trascendente invitò gli artisti ad associarsi.
L’arte infatti, scrive Giovanni Paolo II non si può considerare un elemento accessorio “ma come bene primario per la crescita e l’armonia di una comunità intesa nei suoi valori compiutamente umani”.
La sezione di Civitanova Marche è relativamente giovane, ha infatti alle spalle un percorso propedeutico iniziato nel 2016, che ha reso visibile come i fili tra religione e arte nella Parrocchia di San Giuseppe siano intrecciati da tempo.
La prima esposizione “I mattoni dello spirito” è stata ideata per onorare la memoria di don Silvestro Contigiani, il parroco che non solo, si è adoperato per reperire I fondi necessari per la costruzione della chiesa di San Giuseppe, ma ha partecipato attivamente alla sua costruzione nella veste di capomastro di geometra e infine di operaio.
Da quel momento in poi, sostenuti dall’entusiasmo e dalla disponibilità del parroco e dal beneplacito del Vescovo Rocco Pennacchio, gli artisti hanno iniziato ad esporre in chiesa sistematicamente, in occasione della festa del patrono.
“Il sogno di San Giuseppe”, “La Passione”, “Lo specchio della fede” e “L’arte del silenzio” sono le mostre che via via si sono avvicendate fino ad arrivare a quella programmata per quest’anno , “I colori dell’anima” nella sua elevatezza, nella sua perfezione e forza, che è stata rappresentata dagli artisti attraverso la sfera estetica, l’unica in grado di cogliere fino in fondo le sue sfumature.
Purtroppo, come già è accaduto lo scorso anno, causa pandemia, la mostra è stata rimandata a data da definire.
Quel “nessuno si salva da solo”, di Papa Francesco che ha riecheggiato in una Piazza san Pietro deserta, cioè il prevalere dell’insieme sulla singolarità, vale anche per le opere d’arte e per chi le guarda in profondità. I compiti dell’arte oggi non si possono affidare alle singole personalità, ma poggiano sulla collaborazione dei molti, sono le opere collettive che attraverso la ricchezza delle ispirazioni, le sfere di idee e le diverse espressioni di stile caratterizzano questa nostra epoca ed in particolare questi ultimi tempi.
Questi oggetti auratici infatti, stimolano una esperienza unica e hanno la capacità di spezzare la pesantezza della realtà, lacerando l’opacità che a volte manifesta.
Gli artisti iscritti alla Sezione sono: Silvio Craia, Paolo Agostini, Cleofe Ramadoro, Viviana Ramagnani, Giampiero Venturini, Gabriella Cesca, Lucia Spagnuolo, Marisa Cesanelli, Maria Teresa Pancella, Isabel Seralio, Enrichetta Gadioli, Clara Venanzetti, Daniela Ripani, Moreno Corallini, Matteo D’Errico, Alessandro Guerrini, Anna Rita Gelosi, Carina Pieroni, Cleofe Ramadoro, Cristina Giovannucci, Giacomo Beverati, Gianni Marcantoni, Luca Ribichini, Marco Rotunno, Mario Mercoldi, Tonino Maurizi, Mario Monachesi, Michele Reschini, Onorina Lorenzetti, Pamela Manuele, Patrizia Poloni, Sandra Torquati, Sandro Mongardini, Val Ange, Viviana Romagnani, Vincenzo Torretti.
Una menzione particolare merita il maestro Silvio Craia, rappresentante di spicco dell’arte informale nelle Marche, ex direttore della Pinacoteca civica di Macerata e uno dei pochi artisti marchigiani ad aver esposto per due volte alla Biennale di Venezia.

2 Responses

  1. Anna ha detto:

    Abbiamo bisogno di arte: essa ci permette di comunicare attraverso tanti linguaggi diversi emozioni, passioni, sentimenti, bellezza, spiritualità… L’arte è un “bene comune” da coltivare e custodire perché espressione dell’animo umano

  2. mauro ravera ha detto:

    informazioni. grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *