25 APRILE SI SUONA E SI CANTA BELLA CIAO. CONTESTATO MORRESI

Festa di popolo il 25 aprile al monumento in piazza Gramsci, dedicato ai partigiani: una celebrazione che ha visto una buona partecipazione di persone. Per la prima volta in questi nove anni, il corpo bandistico è riuscito a suonare alla fine Bella Ciao. Era diventata una situazione veramente esplosiva il fatto che la banda, su indicazione dell’amministrazione comunale, non la suonasse: ogni anno scoppiava una polemica che quest’anno sarebbe stata fragorosa. Invece la gente ha potuto cantare questa canzone simbolo della Liberazione, canzone di tutti perché racconta la storia di un partigiano morto per la libertà, per la nostra libertà, per la nostra democrazia, per la nostra Costituzione.
La celebrazione si è aperta, o meglio si sarebbe dovuta aprire, con un discorso del presidente del Consiglio Tiberi (Fratelli d’Italia) che però non ha fatto alcun intervento, limitandosi a portare il saluto del sindaco, che si trovava a San Severino, e dando la parola al vicesindaco Morresi. Tiberi ha evitato di parlare del 25 aprile, dimostrando così, secondo questa lettura, una posizione politica di destra legata al mancato riconoscimento dei valori della Resistenza, della Liberazione e dell’antifascismo. Dirigente di Fratelli d’Italia, viene descritto come appartenente a quella parte politica che non riconosce pienamente il valore della Resistenza e dell’antifascismo.
Successivamente ha parlato il vicesindaco. Anche qui, in un discorso che ha riportato il tema sul piano valoriale e dell’attualità — pace e guerra — con riferimenti anche a interventi del presidente Mattarella, Morresi (contestato) ha compiuto lo stesso errore di fondo che ha caratterizzato Ciarapica negli anni passati: non citare, in un discorso del 25 aprile, parole come Resistenza, Partigiani, Liberazione dal nazifascismo. Dopo l’adesione del sindaco a Vannacci, che rinnega il 25 aprile e celebra San Marco, tale comportamento appare ancora più significativo e criticabile.
Al termine dell’intervento di Morresi si è registrata una forte contestazione da parte di alcune persone, per queste volute omissioni. A colmare i vuoti è stato poi l’intervento del presidente dell’ANPI di Civitanova e Montecosaro, Peroni, che ha contestualizzato il 25 aprile sia nell’attualità sia nelle sue radici storiche, richiamando la verità storica che, alcuni vorrebbero riscrivere.
Si è comunque respirato un buon clima, determinato dalla difesa dei valori del 25 aprile e della Resistenza, in un contesto successivo al referendum che non ha voluto modificare la Costituzione nata dalla Resistenza.
C’è chi ha considerato il sindaco, fortunato per aver partecipato a San Severino, insieme agli altri sindaci della provincia di Macerata, alla visita e celebrazione ufficiale del Presidente della Repubblica, evitando così l’imbarazzo di presenziare a pochi giorni dalla sua adesione a Vannacci. Avrebbe dovuto riconoscere il 25 aprile come festa nazionale.

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