VIOLENZA ON LINE

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Le nuove tecnologie comunicative che sempre più dominano la nostra epoca hanno un impatto enorme sulla relazione umana. Potenzialmente ci permettono di interloquire in qualunque momento delle nostre giornate, e delle nostre notti, con individui sparsi in ogni angolo del mondo. Indubbiamente un enorme vantaggio, se ben utilizzate. Tuttavia c’è un problema, non tanto nella tecnologia quanto in chi la utilizza: l’essere umano. L’uomo da sempre è capace di grandi gesti ma anche di comportamenti non proprio all’altezza delle aspettative etiche riposte in lui. Capita così che l’uso di queste tecnologie possa debordare dalla loro fisiologica funzione e trasformarle da fantastici mezzi di comunicazione in strumenti che ledono gli altri. Ogni strumento che ci mette in relazione con l’altro andrebbe usato con saggezza perché reca sempre con sé l’altra faccia della medaglia, quella perniciosa. Rovescio della medaglia che può prendere il sopravvento perché le nuove tecnologie esaltano il nostro narcisismo e così invece di essere usate per trasmettere informazioni possono essere utilizzate per fare bella mostra di sè ha discapito dell’altro, degli altri, a cui ci rivolgiamo. La comunicazione si trasforma così in una sorta di “blà blà” che non costa nulla a noi stessi ma può costare tanto a chi denigriamo (vedi ad esempio il fenomeno del bullismo elettronico o cyberbulling). Tanto più che mancando il contatto diretto con l’interlocutore, stando a distanza da lui, fisicamente e psicologicamente, le nostre pulsioni sono meno controllate, più libere e dunque più pericolose. Inoltre i nuovi media permettendoci di rispondere immediatamente ad un messaggio ricevuto spesso alimentano la nostra pulsione aggressiva, annullando o riducendo quel salutare tempo di riflessione che è utilissimo per salvaguardare tante nostre relazioni. Mi pare che queste, pur sommarie, riflessioni dovrebbero preoccuparci e spingerci ad interrogarci, ancora più che nel passato, per tentare di comprendere come riuscire a modulare più adeguatamente la relazione con l’altro. Adeguatezza della relazione essenziale per far sì che si possa continuare a vivere in una comunità, reale e virtuale, capace di dare senso alla nostra esistenza.

2 Responses

  1. Lidia Iezzi ha detto:

    Ho letto con molta attenzione questo articolo che ho apprezzato per la semplicità con la quale viene spiegato un argomento che aleggia su di noi senza essersi ancora manifestato come un vero e pproprio problema sociale.
    Spesso ed a tutti i livelli sia culturali che di età anagrafica si leggono commenti, frasi ,post…ecc di una violenza inaudita, è diventato fin troppo facile offendere chiunque e per qualsiasi argomento dalla politica alla religione passando per lo sport per arrivare alle caratteristiche fisiche ecc…Sembra che la rete sia diventato lo sfogatoio di tanti frustrati che non hanno di meglio da fare che accusare il prossimo magari anche ignaro e non colpevole , di chissà quali problemi.
    È verissimo quello che dice il Dottor Luciani , che il fatto di non avere di fronte a se l’interlocutore, ma magari a distanza di chilometri, rende il ciberbullo più spavaldo e disinvolto nello scrivere cose che magari non riuscirebbe a dire in faccia a quella persona…ecco perché si leggono cose assurde, attacchi personali pubblici contro chiunque. Ancor più grave, a mio avviso , quando ci si nasconde sotto false identità e nick name che danno maggior disinvoltura a chi se ne serve. Un’altro problema che si verifica , secondo me, è poi il fenomeno del “pecoronismo” cioè quando un numero piu o meno grande di persone si aggregano all’attacco sferrato da uno contro un’altro per divertimento senza saper di cosa si parla …e tutto questo può avere gravi conseguenze…Si leggono sempre più bugie sul web, si leggono notizie false create ad hoc per danneggiare un rivale . Si leggono commenti di una crudeltà mai sentita prima…tutto questo a volte ha conseguenze veramente gravi . In questo articolo ho riletto con piacere una parola ormai scomparsa ETICA…sarei felice se si trattasse solo di mancanza di etica ! Purtroppo credo che questo fenomeno vada oltre la questione etica drasticamente verso la criminalità.

  2. Mario Bordoni ha detto:

    nella rete si sfogano le frustrazioni di molti a volte con un accanimento che nella realtà’ non sarebbe possibile e poi ci si sente impuniti e allora giu’ con parole pesanti che soprattutto negli adolescenti possono lasciare ferite profonde.

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