Le ultime iniziative di agosto hanno lasciato emergere una domanda che, a oggi, sembra non aver ancora trovato una risposta: perché l’area del Varco a mare non è stata utilizzata per ospitare alcuni degli eventi più importanti dell’estate?
Il riferimento è al concerto di Leo Gassmann, alla manifestazione di Miss Italia e, soprattutto, alla notte bianca Onda d’Arte. In tutte queste occasioni si è preferito utilizzare il parcheggio del mercato ittico, una collocazione decisamente marginale rispetto alla Piazza o allo stesso Varco a mare.
Una scelta che appare quantomeno singolare e che pone una domanda semplice: perché?
Il Varco a mare è stato inaugurato soltanto alla fine di luglio, dopo un lungo percorso e con un investimento che si aggira intorno ai 5 milioni di euro. Se la struttura è stata inaugurata ed è stata aperta al pubblico, viene spontaneo chiedersi per quale motivo non venga poi utilizzata per ospitare iniziative e manifestazioni.
Esistono impedimenti tecnici? Mancano collaudi? Non è che il materiale non è idoneo per farci gli spettacoli, ovvero montare palchi e caricare con i pesi? Ci sono autorizzazioni ancora da completare? Oppure si tratta semplicemente di una scelta organizzativa?
Sarebbe opportuno che il Comune e l’Azienda Teatri chiarissero pubblicamente la situazione. Un’amministrazione trasparente dovrebbe mettere i cittadini nelle condizioni di comprendere perché uno spazio appena inaugurato, costato una cifra così importante, non venga sfruttato proprio nel periodo in cui la città ospita eventi e registra una significativa presenza di pubblico.
A meno che non sia stata l’Azienda Teatri a ritenere il parcheggio del mercato ittico una location migliore e più appropriata rispetto al Varco. In quel caso sarebbe comunque necessario spiegarne le ragioni, perché una scelta del genere apparirebbe davvero singolare e, sotto il profilo della valorizzazione degli investimenti pubblici, anche preoccupante.
C’è poi un altro elemento che merita attenzione.
Durante la serata di maggior afflusso legata a Onda d’Arte, l’area del Varco non è stata realmente interessata dall’iniziativa, rimanendo soprattutto uno spazio di passaggio. E proprio per questo sarebbe stato ancora più importante presentarla nel migliore dei modi.
Invece, la fontana, con i suoi zampilli che rappresentano una delle attrazioni dello spazio, è rimasta spenta.
Non sarebbe stato possibile programmare il funzionamento degli zampilli proprio durante le ore di maggiore presenza del pubblico? Un dettaglio, certo, ma sono proprio i dettagli a contribuire alla qualità con cui una città si presenta ai visitatori e ai propri cittadini.
Quando si organizzano manifestazioni e si investono risorse importanti per riqualificare e valorizzare determinati spazi, la città dovrebbe essere presentata nella sua veste migliore.
Se si tratta soltanto di un disguido, sarebbe comunque utile conoscerne le ragioni. Se invece ci sono problemi tecnici o organizzativi, sarebbe doveroso comunicarli. E se, ancora, si tratta di precise scelte dell’amministrazione o dell’Azienda Teatri, anche queste dovrebbero essere spiegate.
Perché non è soltanto una questione di una fontana spenta o di un evento organizzato in un parcheggio invece che al Varco.
È una questione più generale: come vengono valorizzati gli spazi pubblici e come vengono utilizzati gli investimenti fatti dalla città?
Cinque milioni di euro per un’opera che dovrebbe diventare un punto di riferimento della città richiedono attenzione, programmazione e soprattutto trasparenza.
Il Varco a mare è stato inaugurato. Ora sarebbe il momento di capire perché, proprio quando servirebbe, rimane ai margini degli eventi più importanti.






Cinque MILIONI di euro… per cosa, per avere fatto cosa, bella una parte della citta’ , che non viene utilizzata? O per dei zampilli d’ acqua, che cosi’ non servono a nessuno….
La cultura si difende e la trasparenza si pretende