UN LOCKDOWN DA ACCORCIARE

“In questi due giorni – riferisce il sindaco Fabrizio Ciarapica in una nota – ho ricevuto tantissime telefonate da parte dei titolari delle imprese di acconciatura ed estetica ed anche di bar e ristorazione, che chiedono ai Sindaci e alla Regione un intervento immediato per scongiurare perdite economiche non recuperabili. Si teme anche una concorrenza sleale da parte di coloro che proveranno a svolgere le loro attività abusivamente a domicilio.
Mi sono immediatamente attivato per capire, sentendo altri sindaci delle Marche e la regione, la strada da percorrere per dare risposte alle tante preoccupazioni che ho ricevuto in queste ore.
Di fatto, con l’ultimo provvedimento il Governo affossa un settore chiave a Civitanova. Sono circa 2000 le attività nelle tre province di Macerata, Fermo e Ancona, e di questi, 150 circa operano a Civitanova, con centinaia di addetti alle dipendenze.
Civitanova rappresenta dunque una delle città maggiormente coinvolte su questo fronte e per questo già stamattina mi sono messo in contatto col Governatore Ceriscoli per condividere gli umori degli operatori, e dare il mio contributo per sollecitare l’adozione di misure di sicurezza che consentano una apertura in tempi brevi. Il Presidente mi ha rassicurato sul fatto che la Regione sta studiando un protocollo con associazioni di categoria e medici per garantire la ripartenza quanto prima, e in piena sicurezza, sia per gli operatori che i clienti, come distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia e sanificazione.
In caso di emanazione di specifica ordinanza regionale, l’Amministrazione comunale farà la sua parte per la ripartenza anche di questi lavoratori.
Dobbiamo restare tutti ancora in fase di massima allerta, il pericolo di un nuovo innalzamento dei contagi è reale e non ci permette di abbassare la guardia, ma non si possono discriminare interi settori se c’è l’impegno a garantire il rispetto di tutte le norme sanitarie necessarie. Domani ci sarà un incontro tra vertici regionali e categorie. Mi auguro di poter fare la mia parte, per quanto di competenza comunale, perché questo protocollo che salverà molte imprese artigiane diventi presto realtà”.

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