UCCISA A COLTELLATE DALL’EX MARITO, CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO

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Il pubblico ministero Enrico Riccioni ha chiesto il rinvio a giudizio di Nikkollaq Hudhra, 56 anni, accusato dell’omicidio volontario dell’ex moglie Gentiana Kopili, la badante albanese di 45 anni uccisa a coltellate il 14 giugno dello scorso anno a Tolentino.
La donna stava andando al lavoro, percorrendo come di consueto la strada che attraversava il parco di viale Benadduci. Hudhra, bracciante agricolo domiciliato a Passignano sul Trasimeno, l’aveva raggiunta in monopattino dopo essere stato a Tolentino per trascorrere del tempo con i due figli. Con sé aveva un coltello da cucina con una lama di 18 centimetri, nascosto all’interno di una busta.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo avrebbe colpito l’ex moglie alle spalle, sferrandole 17 coltellate. Quando la donna era ormai a terra, le avrebbe anche dato un calcio alla testa. L’aggressione si era consumata davanti a numerosi passanti, alcuni dei quali avevano assistito alla scena e avevano chiamato i soccorsi.
Dopo l’omicidio, Hudhra si era seduto su una panchina, rimanendo davanti al corpo senza vita dell’ex moglie. Ai carabinieri, intervenuti poco dopo, avrebbe detto: «Io ho fatto». Condotto in caserma, aveva confessato l’omicidio, sostenendo di aver agito per difendere i figli.
Nel corso dell’interrogatorio aveva inoltre ammesso di aver già pianificato e tentato in altre due o tre occasioni di tendere un agguato alla donna, senza però riuscire ad agire perché, a suo dire, «non c’erano state le condizioni giuste». Aveva quindi riconosciuto pienamente le proprie responsabilità.
Le indagini si sono concluse nei giorni scorsi. Trascorsi i venti giorni previsti per l’eventuale richiesta di interrogatorio o per la presentazione di memorie difensive, il sostituto procuratore Riccioni, che ha seguito il procedimento e coordinato gli accertamenti, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio.
Hudhra, difeso dagli avvocati Michelangelo Strammiello e Sendi Simicija, si trova attualmente detenuto nel carcere di Reggio Emilia.
Nei mesi scorsi sull’uomo era stata disposta anche una perizia psichiatrica dal giudice Daniela Bellesi del tribunale di Macerata. L’incarico era stato affidato al dottor Luciano Secchiaroli. Dalla valutazione era emerso che, al momento dei fatti, la capacità di intendere e di volere dell’imputato era «grandemente scemata ma non completamente esclusa».
Adesso spetterà al gip fissare la data dell’udienza preliminare. La famiglia di Gentiana Kopili è assistita dall’avvocato Guglielmo De Luca.
L’omicidio aveva suscitato grande allarme: l’aggressione era avvenuta in pieno giorno e davanti a numerose persone. Decine di testimoni, anche provenienti dai negozi, dai locali e dai bar della zona, si erano riversati in strada nel tentativo di intervenire e avevano immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi.

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