TROIANI CHIEDE LA MESSA ALLA PROVA PER EVITARE LA SENTENZA PER LE OFFESE A PAPA FRANCESCO

Il vicesindaco di Civitanova Fausto Troiani, tramite il suo avvocato Boschi, chiede di fare la messa alla prova presso la Croce Verde di Civitanova per evitare la sentenza che lo vede coinvolto nel processo per le offese a Papa papa Francesco. In un post Troiani scrisse: “per non parlare di Francesco e del suo staff di pedofili” per poi affermare in consiglio comunale che quel Francesco non era il Papa ma un suo amico di Cascinare. Cosa questa che scatenò una fragorosa risata da parte dei consiglieri di maggioranza per i quali si trattava di una goliardata. Cosa questa ripetuta pochi giorni fa in un’intervista anche dal presidente del consiglio Morresi. Evidentemente così non è visto che l’avvocato di Troiani ha chiesto la messa alla prova per il suo assistito.
La messa alla prova è uno strumento che consente di svolgere lavori di pubblica utilità secondo un programma approvato dal giudice per estinguere il reato, in pratica per non andare a sentenza. Lo si può utilizzare una sola volta tanto che, l’avvocato di Troiani aveva richiesto di unificare il procedimento per le offese al Papa con l’altro procedimento che vede Troiani imputato per diffamazione con l’aggravante razziale nei confronti dell’ex ministro Kyenge definita sempre su facebook in modo dispregiativo “rimane negra”. Richiesta questa rigettata dal giudice. Rinviata al 18 settembre del 2020 l’approvazione del programma da parte del giudice. Rimane il processo “senza paracadute “ per le offese alla Kyenge.

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