TERREMOTO, DALL’EMERGENZA ALLA RICOSTRUZIONE: DALLE MARCHE UN ESEMPIO DI EFFICIENZA

Civitanova e il terremoto. Ai progetti di solidarietà a favore del Comune di Arquata del Tronto, il Comune ha affiancato una iniziativa organizzata al teatro Cecchetti, presente anche il presidente della Regione Luca Ceriscioli, e che ha riunito molti di quei tecnici e politici che gestirono l’emergenza e la ricostruzione post sisma del 1997. Furono i protagonisti del Modello Marche, finora unico in Italia senza episodi di corruzione in relazione all’uso dei fondi stanziati dallo Stato e dalla Ue, che nelle Marche vennero tutti rendicontati e utilizzati per risollevare il territorio. Alla serata ha partecipato uno dei simboli di quella stagione, l’ex sindaco di Serravalle del Chienti Venanzo Ronchetti, ospite insieme al giornalista Maurizio Verdenelli che su di lui e sulla storia di quella ricostruzione ha scritto il libro ‘Il ragazzo e l’altopiano’. Accanto a sé Ronchetti ha ritrovato Cesare Spuri, venti anni fa responsabile del COM di Serravalle e, oggi, direttore della Protezione civile della regione. Dal 24 agosto Spuri è impegnato nelle zone terremotate delle Marche e ha raccontato il dramma e le emozioni vissute allora e oggi e fornito i numeri dell’emergenza nelle Marche dove le richieste di sopraluogo sono oltre 26 mila con 127 comuni coinvolti, 354 le tende montate e che ospitano 3.230 persone, più 154 nelle strutture ricettive, e oltre 3 mila pasti distribuiti ogni giorno, con 500 volontari impegnati sul campo. Una serata voluta dal vice sindaco di Civitanova, Giulio Silenzi che nel 1997 era assessore regionale e gestì la ricostruzione e che ha definito Ronchetti “il sindaco che in quegli anni così difficili ha rappresentato la nostra gente. Fu un’impresa unica in Italia quella, non ci fu corruzione, non ci furono ritardi”. In platea diversi tecnici ed ex assessori che a quei tempi lavoravano in Regione e che furono la prima linea di una macchina amministrativa e politica che funzionò alla perfezione nei giorni dell’emergenza e che poi gestì la ricostruzione facendone un modello di coesione ed efficienza. “Mi auguro per Arquata e per tutti i comuni colpiti dal sisma una ricostruzione veloce e ben fatta come fu la nostra e che le istituzioni siano sensibili e vicine come lo furono con noi. Non dimenticherò mai tutti quelli che mi aiutarono in quei giorni e poi negli anni della ricostruzione” ha ricordato Ronchetti commosso fino alla lacrime. Toccante anche l’intervento di Piergiorgio De Marco, a Civitanova in rappresentanza dell’amministrazione di Arquata. “Non lasciateci soli – ha detto – se ci starete vicini ce la faremo”. Il governatore Ceriscioli, ha sottolineato il valore del Modello Marche ribadendo l’orgoglio per la ricostruzione del 1997 indicandola come simbolo ed esempio di efficienza tecnica e politica, coesione sociale e onestà a cui attingere anche oggi e ha fatto appello a chi gestì quella emergenza “a farsi avanti per darci una mano perché quelle esperienze e competenze sono preziose e fondamentali per pilotare una ricostruzione efficiente e senza ritardi”. Interventi anche del sindaco di Civitanova Tommaso Corvatta, di Ivo Costamagna che ha proposto un gemellaggio con Arquata, dell’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, del deputato ascolano del Pd Luciano Agostini e della vice presidente della regione Anna Casini.
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