TANTO SGOMENTO, TANTI INTERROGATIVI SULLA MORTE DELLA GIOVANE DONNA CHE A CIVITANOVA SI E’ UCCISA CON UN COLPO DI PISTOLA

a2Un suicidio con un’arma da fuoco per la sua violenza lascia sempre tanti interrogativi. Quando poi a farlo è una giovane donna nel fiore degli anni e che si è appena affacciata alla vita, l’amarezza è ancora maggiore. Così la notizia della morte di D.M. che abitava in centro a Civitanova in via Garibaldi, arriva come uno schiaffo in pieno viso. Gli inquirenti sono al lavoro per accertare la dinamica dei fatti. In casa oltre alla pistola, c’era anche un fucile da caccia funzionate con relative munizioni. Materiale che è stato sequestrato e per il quale si sta valutando la responsabilità del padre per una eventuale mancanza di custodia. Sembra che la giovane soffrisse da anni di depressione ed era seguita dai servizi psichiatrici della Asl. Per questi problemi e per un improvviso deperimento aveva lasciato il lavoro in una gelateria del centro. Già in passato sembra avesse provato a togliersi la vita con i farmaci. Stavolta non voleva fallire.
Un gesto che ha scosso una città già provata in questi ultimi mesi da una serie di suicidi che seppur non abbiano una logica comune scuotono le coscienze ed impongono una riflessione.
Il dramma di questi giorni, fa emergere l’importanza di potenziare i servizi per la prevenzione e la cura del disagio mentale. E in effetti per questo, con una sanità alle prese con tagli sempre più consistenti, è stato fatto ben poco. Non vi sono servizi territoriali adeguati e sufficienti ad affrontare tanti disagi, tanti tormenti che colpiscono sempre più giovani.
La politica dovrebbe dibattere anche di questo, dando ascolto agli operatori del settore e destinando risorse.

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