STRUTTURE ALBERGHIERE PER I MALATI CORONAVIRUS

La Regione stipuli subito un’intesa in favore degli operatori sanitari impegnati negli ospedali COVID affinché siano ospitati, su base volontaria, in strutture alberghiere del territorio per evitare di contagiare i propri familiari
Al fine di garantire la maggior sicurezza possibile al personale medico, infermieristico e OS impegnato in prima linea negli ospedali per la cura dei malati di coronavirus, chiedo formalmente di stipulare un’intesa fra la Regione Marche, ordini professionali dei medici e degli infermieri e le associazioni degli albergatori, che sia finalizzata alla messa a disposizione di alloggi ‘ad hoc’ reperiti negli alberghi sul territorio per il personale impegnato negli ospedali Covid 19. Questo naturalmente su base volontaria.
La richiesta di poter avere alloggi diversi dalle proprie abitazioni, mi è pervenuta da molti operatori sanitari presenti nel nostro Covid Hospital, impegnati nella cura di pazienti affetti da Coronavirus.
Molti operatori chiedono di stare isolati per non rischiare di contagiare le proprie famiglie e quindi cercare di contrastare l’eventuale diffondersi del virus. Principio che mi sento di condividere pienamente. Il personale sanitario che con generosità e dedizione rischia continuamente la propria salute, deve avere diritti garantiti prima di altri.
Credo anche che in un momento di crisi economica in cui le strutture ricettive sono tristemente chiuse possa essere un modo per far lavorare gli albergatori. Un modello, questo, che è già stato sperimentato per i nostri terremotati e che a mio avviso potrebbe essere facilmente replicato.
Ho ricevuto molti appelli in tal senso dai sanitari impegnati nel nostro nosocomio, non posso che fare da portavoce affinché le autorità regionali, e in primis il nostro Governatore Ceriscioli – al quale sto scrivendo una lettera ufficiale e cui va la mia solidarietà per la quarantena che deve osservare – possano occuparsi in fretta e adottare misure in tutela e per il bene di tutti i marchigiani.
Auspico che questa richiesta sia accolta in fretta e attuata nella nostra regione, prima che la tragica epidemia assuma dei contorni incontrollabili.
Peraltro, mi risulta che tale possibilità sia già contenuta nell’Ordinanza n. 15 del 18 marzo 2020 (GU Serie Generale n.71 del 18-03-2020).

Fabrizio

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