SPRECHI, PARTECIPATE E POLTRONIFICI. SI CAMBIA

Tra i primi atti amministrativi della giunta Corvatta, la cancellazione di aziende partecipate (Atac Servizi) e il dimagrimento dei consigli di amministrazione di quelle esistenti, una scelta che fin dal 2013 ha consentito al Comune di risparmiare 50 mila euro di stipendi l’anno che ad oggi fanno 200 mila euro lasciati nelle tasche dei cittadini. Con quelle decisioni sono state messe le basi per il nuovo assetto delle partecipate, con le Farmacie accorpate ad Atac e con la vendita di Gas Marca, operazione che ha garantito a Civitanova un introito di 12 milioni di euro da destinare allo sviluppo. Scelte che hanno anticipato, e più di recente assecondato, la riforma della pubblica amministrazione (riforma Madia) appena bocciata dalla Corte Costituzionale. L’obiezione è che serviva non il parere, ma l’intesa con le Regioni su norme che, per esempio, avrebbero permesso di chiudere proprio quelle società inutili negli enti pubblici, mantenute in piedi come poltronifici o agenzie di lavoro per amici e parenti. A favore dello status quo a Civitanova si sono schierati tutti i partiti del centro destra e della destra estrema, che per venti anni hanno gestito le partecipate come fossero salvadanai per spese facili, tanto da lasciare l’Atac sull’orlo del fallimento. Per tutti costoro, meglio sarebbe stato continuare a mantenere consigli di amministrazione zeppi di politici stipendiati e aziende incapaci di stare sul mercato, che tanto i pesanti deficit venivano ripianati dai soldi dei cittadini. Tutto questo ha a che vedere con il referendum costituzionale del 4 dicembre. Il SI va a minacciare poteri e conventicole finora intoccabili. Il SI è un voto contro gli sprechi e il consociativismo.

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