SILENZI SU CASO BERUSCHI E VIDEOSORVEGLIANZA “SERVE COMMISSIONE DISCIPLINARE”

Il caso Beruschi, il consigliere comunale denunciato a seguito di segnalazione per aver violato la quarantena fiduciaria, fa indagare sull’uso e l’abuso delle immagini catturate dalle telecamere di videosorveglianza. Il capogruppo Pd Giulio Silenzi ha affrontato il tema in una delle sue dirette fb tornando indietro di qualche mese quando l’assessore Cognigni pubblicò sui suoi profili social degli scatti estrapolati, secondo le sue parole, dalle sequenze catturate dalla videosorveglianza.

Secondo il regolamento comunale quelle immagini sono protette dalla privacy e possono essere visionate soltanto da personale incaricato dalla polizia e da autorità giudiziarie e non “da politici e assessori”, come precisa il consigliere Silenzi che si chiede quindi “chi vede le immagini delle telecamere? Come fa un assessore a rendere pubbliche quelle immagini? Chi garantisce che le immagini non vengano catturate per un uso improprio? Quello che è successo è improprio. Il fatto che la comandante (Cammertoni) abbia dato le immagini all’assessore Cognigni. E come non pensare al caso Beruschi? Lui ha errato gravemente, ma su questa vicenda, sulle informazioni anonime e sul passaggio di notizie, riservate e coperte da segreto, ai giornali per montare lo scandalo va fatta chiarezza. Chi ha il comando non deve stare al servizio dell’assessore di turno, ma della comunità e deve tutelare quello che è un bene primario, la riservatezza e un uso delle immagini regolamentato dalla legge. Ognuno – conclude – deve assumersi la propria responsabilità. Va avviata una commissione disciplinare che certifichi quello che è avvenuto. Ognuno di noi deve avere la certezza di non essere spiato da qualcuno che usa il potere per i suoi fini e per colpire gli avversari, i nemici. È una battaglia di civiltà che dobbiamo fare tutti insieme”.

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