SILENZI, IL CANDIDATO SINDACO MOBILI VIOLA LA PAR CONDICIO IN CAMPAGNA ELETTORALE

giulio-silenziDa Giulio Silenzi, segretario del Pd di Civitanova:

“Quanto accade a Civitanova è paradossale e va denunciato con forza. Vengono prese decisioni che di fatto impediscono il normale svolgimento della campagna elettorale. E’ infatti assurdo che, su disposizione del Comune, sia stato individuato Corso Umberto I come l’unico posto possibile per allestire i banchetti, distribuire materiale e incontrare la gente. Le postazioni saranno una accanto all’altra, creeranno confusione e saranno ingestibili. E’ grave che sia stato vietato ai partiti e ai candidati di organizzare point elettorali sul lungomare e nei quartieri a S.Marone, a Fontespina, Risorgimento, S.M. Apparente, in quanto, così facendo, vengono escluse e marginalizzate le persone che non si recano in centro. Una decisione antidemocratica che la dice lunga sul  modo arrogante di gestire il Comune e che sarà oggetto di una interrogazione parlamentare perché ci ribelliamo a questo ingabbiamento anticostituzionale della campagna elettorale. Altrettanto assurdo è che a meno di trenta giorni dal voto, in piena campagna elettorale, Mobili utilizzando il Comune e la comunicazione Istituzionale organizzi riunioni e assemblee che lo vedono coinvolto nel ruolo di Sindaco quando in realtà lui è un” candidato Sindaco” al pari di tutti gli altri. Per legge, tutto questo è VIETATO. Come infatti stabilito dalla legge 28/2000 e ripreso dalla successiva legge 313/2003 “è fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma IMPERSONALE ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. Vietato è dunque l’incontro indetto dall’amministrazione e aperto a tutti i tecnici della città per discutere della riorganizzazione attesa da tanti anni dell’Ufficio Tecnico, e l’assemblea convocata nella città alta dove il candidato sindaco con i soldi dei cittadini si fa la sua campagna elettorale in barba anche alla Corte dei Conti. Il tutto rende, naturalmente, la competizione elettorale iniqua e non rispetta quanto previsto dalla “Par Condicio” stabilita per legge.”

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