Aveva prenotato un massaggio rilassante, ma la seduta si è conclusa anzitempo dopo un comportamento ritenuto inappropriato dal professionista. Protagonista della vicenda un uomo di 35 anni, residente fuori regione, che si era rivolto a uno studio di massaggi dell’entroterra maceratese\.
A raccontare l’episodio è il titolare dell’attività, massaggiatore sportivo, che precisa di non aver subito violenze né contatti fisici indesiderati, ma di aver deciso di interrompere immediatamente il trattamento e invitare il cliente a lasciare il centro.
Secondo quanto riferito, prima dell’inizio della seduta erano state illustrate le regole previste dallo studio, compreso l’obbligo di indossare gli slip – personali o monouso forniti dalla struttura – e di rimanere coperti con un lenzuolo durante il trattamento, nel rispetto della privacy e del protocollo operativo.
Nel corso del massaggio, il cliente avrebbe chiesto di rimuovere il lenzuolo sostenendo di avere caldo. Il professionista avrebbe acconsentito, mantenendo però l’obbligo di indossare la biancheria intima. Dopo circa quaranta minuti, mentre il trattamento era concentrato su gambe e piedi, l’uomo avrebbe abbassato gli slip, mostrando le parti intime.
Il massaggiatore racconta di averlo richiamato immediatamente, avvertendolo che il trattamento sarebbe stato interrotto se non si fosse ricomposto. A quel punto, sempre secondo il suo racconto, il cliente avrebbe avanzato una richiesta a sfondo sessuale, invitandolo a «fare qualcosa di più spinto» e aggiungendo: «Dai, siamo nel 2026».
Di fronte a quella proposta, il titolare ha interrotto definitivamente la seduta e ha chiesto all’uomo di lasciare lo studio. Ne sarebbe nato un breve diverbio, conclusosi quando il cliente ha gettato il denaro sulla scrivania pronunciando la frase: «Si vede che non hai bisogno di soldi», per poi allontanarsi.
Il professionista sottolinea che si tratta del secondo episodio analogo registrato in oltre tre anni di attività e annuncia un ulteriore rafforzamento delle misure organizzative e preventive per tutelare la sicurezza, la dignità delle persone e la reputazione dello studio.





