SFIGURATA CON ACIDO:FERMATO EX, AVREBBE AGITO ‘SICARIO’. AVVOCATO, FORSE NON ACCETTAVA FINE RELAZIONE CON LA COLLEGA

Giovani avvocati entrambi, una relazione finita male, lui che continua a pressare la ex, e arriva ad ingaggiare un ‘sicario’ che ieri sera si introduce nell’appartamento dell’avvocatessa, a Pesaro, e appena la donna apre la porta le rovescia addosso un contenitore di acido sfigurandole il volto. Nel frattempo il ‘mandante’ sta giocando a calcio, in una squadretta allenata da un maresciallo dei carabinieri e in cui milita anche un sovrintendente di polizia. Un alibi ben congegnato, forse troppo. Se i fatti ricostruiti dai carabinieri e dal pm Monica
Garulli sono questi, l’ennesimo caso di violenza di un ex compagno contro la donna che lo ha lasciato ha i contorni del giallo horror. La vittima, Lucia Annibali, 35 anni, un posto nello studio legale del padre a Urbino, è ricoverata in prognosi riservata nel Centro ustionati dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma. Rischia di perdere la vista, e ha ustioni su gran parte del corpo. Il presunto mandante, Luca Varani, suo coetaneo, specializzato in infortunistica e iscritto all’Ordine di Rimini, è in stato di fermo nel carcere di Villa Fastiggi con l’accusa di concorso in lesioni volontarie gravissime. Sentito a lungo stamani nella Caserma dei Cc ha negato ogni responsabilità. Ha una fidanzata, dalla quale aspetta un
figlio, e anche se in passato avrebbe molestato ripetutamente Lucia Annibali, fino a introdursi nell’appartamento di lei nonostante il cambio di serratura, la donna non lo aveva mai
denunciato formalmente, limitandosi a segnalare un tentativo di furto. Forse sperava di riuscire a gestire la vicenda da sola, come spesso le vittime di stalking si illudono di fare, ma a chi la conosceva appariva spaventata, preoccupata. Il difensore di Varani, l’avv. Roberto Brunelli, non ha ancora incontrato il suo assistito perché il pm Monica Garulli ha imposto il divieto di colloquio. Alcune testimonianze raccolte dagli investigatori descrivono il  professionista come un uomo piuttosto aggressivo, e comunque, a fare il suo nome è stata la stessa vittima. Tra dolori lancinanti, con l’acido che le corrodeva la pelle, è riuscita a chiedere aiuto ad una vicina, la prima a soccorrerla insieme alla nipote medico, e a
sussurrare a lei e poi ai carabinieri i propri sospetti. Gli investigatori non escludono che il professionista, che pare stesse preparando la fuga, abbia avuto un secondo complice, oltre all’uomo incappucciato ancora ricercato. Personaggi reclutati magari con la promessa di denaro o altri vantaggi. “Un caso agghiacciante, la vita di una donna rovinata per sempre”, è il commento di Gabriella Moscatelli di Telefono Rosa, mentre da più parti si invoca l’approvazione di una legge sul femminicidio, superando un ritardo ormai ingiustificabile.

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