Si accende il confronto interno a Fratelli d’Italia in vista dei prossimi appuntamenti congressuali e delle elezioni comunali del 2027. Al centro della polemica ci sono le dichiarazioni del consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che, senza citare direttamente alcun nome, ha criticato chi interviene pubblicamente a nome del partito pur non ricoprendo incarichi ufficiali. A replicare è Alberto Feliziani, da tempo impegnato a sollevare quella che definisce la “questione morale” all’interno del partito. «Se io rappresento o meno Fratelli d’Italia non lo decide Borroni. Parlo e scrivo quando e come desidero poiché tutelo ideali che iscritti, militanti ed elettori di Fratelli d’Italia mi chiedono di salvaguardare mentre i congressi sono sempre più vicini e la nemesi storica della giustizia tradita farà il proprio corso», afferma Feliziani.
L’esponente politico interpreta inoltre le parole di Borroni come una conferma del suo ruolo di riferimento per gli amministratori civitanovesi Fausto Troiani e Roberta Belletti. «Le sue parole certificano che il garante di Troiani e Belletti in amministrazione è proprio lui», sostiene.
Feliziani accusa quindi Borroni di aver contribuito a dividere il partito a Civitanova: «In un colpo solo ha spaccato Fratelli d’Italia a Civitanova credendosi forte di quei quattro giullari adoranti che se perdono il posto in Consiglio debbono andare a lavorare».
Nel mirino finiscono anche le prospettive del centrodestra in vista delle comunali del 2027. Feliziani propone primarie interne aperte a iscritti, militanti ed elettori dell’area, con un quesito rivolto direttamente alla base: «Voteresti una compagine di centrodestra alle comunali 2027 se all’interno siedono ancora Fausto Troiani, Roberta Belletti, Nicolò Renzi e Piero Croia?».
E aggiunge: «Per me invece restano solo personaggi che se avessero un minimo di attributi dovrebbero sottoporsi a primarie interne aperte ad iscritti, militanti ed elettori del centrodestra». Secondo Feliziani, i nomi citati sarebbero già sufficienti a rappresentare il nodo politico da affrontare, senza la necessità di coinvolgere ulteriori esponenti. La sfida è rivolta direttamente a Borroni, invitato ad accettare il confronto attraverso le primarie: «Accetti la sfida delle primarie, lui consigliere regionale eletto con i voti e le indicazioni del partito che lo ha elevato al rango, ma lo faccia senza mai dimenticarsi le lezioni della storia: quando a Roma un tribuno o un console trasformavano la propria fortunata elezione in personale dittatura, arrivavano le Legioni e gli facevano passare la voglia». Parole dure che confermano il clima di tensione all’interno di Fratelli d’Italia a Civitanova, dove il confronto sulle responsabilità politiche, sulla rappresentanza del partito e sulle future candidature e’ destinato a proseguire nelle prossime settimane.




