SALA SLOT DI VIA PELLICO. RESPINTO ANCHE IL RICORSO TER

I giudici bocciano un’altra volta l’apertura di una sala slot in via Silvio Pellico. È stato respinto dal Tar il ricorso della Food Rich Srl, ed è la terza sentenza che dice no al rilascio dell’autorizzazione per esercitare l’attività in quei locali. Nel 2019 si era già espresso il Tar in primo grado, poi il Consiglio di Stato in appello contro i ricorsi proposti dalla Goldblack Srl per annullare il diniego della Questura di Macerata. La Food Rich è subentrata alla Goldblack ed è tornata in tribunale. I giudici amministrativi, con sentenza del 29 gennaio, hanno di nuovo dato ragione alla Questura di Macerata che insieme al Ministero dell’Interno si è costituita in giudizio mentre è rimasto alla finestra il Comune di Civitanova, spettatore interessato di una vicenda che inizia nel 2018. A dare speranza al privato di poter aggirare la legge regionale n3 de 2017 di contrasto al gioco d’azzardo, che stabilisce in 500 metri la distanza minima tra sale slot e luoghi sensibili, intendendo per tali anche gli sportelli bancomat, è stata la delibera emessa dalla giunta Ciarapica il 9 agosto 2018, la numero 323, che ha introdotto modifiche ai criteri di calcolo della distanza, aggiungendo peraltro una percentuale di tolleranza dell’1%. Con questo nuovo “metro“ la sala slot di via Pellico avrebbe ottenuto il via libera all’apertura. Una misurazione certificata dal settore Urbanistica dell’ufficio tecnico comunale, in contrasto (e il Tar lo sottolinea) con la misurazione effettuata invece dalla polizia municipale di Civitanova che aveva fissato a 478 i metri di distanza tra la sala slot e la banca più vicina. È questo l’atto da cui nascono i ricorsi del 2018 della Goldblack e di conseguenza l’ultimo presentato dalla Food Rich per annullare il diniego del 20 luglio 2021 con cui il questore Trombadore ha negato l’autorizzazione alla sala slot. Il Tar, nel dare ragione alla questura, rileva “il conflitto di vedute che si è registrato tra due uffici del Comune” e nel merito delle misurazioni differenti, per i giudici valgono le sentenze precedenti e quindi la questura “doveva legittimamente fare riferimento alla misurazione fatta dalla polizia municipale”. Una sentenza che boccia pesantemente l’operato della giunta e dei tecnici che l’hanno adottata per gestire la vicenda della sala slot di via Pellico. Una delibera affossata da tre tribunali.

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