RIVE FESTIVAL, CIVITANOVA HA PERSO UN’ECCELLENZA CHE RIVIVE A MONTECOSARO

Per anni il Rive Festival ha rappresentato uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’estate civitanovese. Nei primi giorni di luglio la zona portuale si trasformava in uno spazio di incontro, confronto e partecipazione, con spettacoli, cinema, teatro, incontri e iniziative dedicate all’ambiente, alla cultura e alla socialità. Migliaia di persone hanno preso parte alle varie edizioni, facendo del Rive il primo grande evento capace di inaugurare l’estate cittadina.
Un festival costruito negli anni grazie alla ideazione e direzione artistica di Giorgio Felicetti, che aveva saputo conquistare pubblico e riconoscimenti per la qualità delle proposte e per la capacità di affrontare temi contemporanei attraverso linguaggi artistici diversi.
Eppure, senza che all’opinione pubblica fossero mai spiegate le reali motivazioni, l’amministrazione guidata da Fabrizio Ciarapica decise di cancellare il festival. Una scelta che ancora oggi appare difficile da comprendere, soprattutto perché non è stata accompagnata dalla nascita di un’altra manifestazione di pari livello. La sensazione è che si sia voluto azzerare tutto ciò che era nato durante la precedente amministrazione Corvatta, rinunciando però a un patrimonio culturale ormai consolidato.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il festival non è scomparso, ma dopo anni si è trasferito ed è stato fatto proprio dal Comune di Montecosaro.
Oggi vive con il nome di RIVER Festival, confermando la bontà di un progetto che continua a crescere e a proporre contenuti di grande spessore.
La tredicesima edizione, in programma dal 9 all’11 luglio nell’Orto dei Frati del Palazzo Comunale di Montecosaro, è dedicata alla “Generazione quaranta gradi”, quella degli artisti, delle registe e delle pensatrici under 40 chiamati a confrontarsi con le grandi sfide del presente: la crisi climatica, gli scenari internazionali sempre più complessi, le relazioni umane nell’epoca digitale e i nuovi linguaggi dell’arte.
Tre giornate gratuite nelle quali teatro, cinema, poesia e riflessione civile si intrecciano con ambiente, attualità e ironia.
Ad aprire il festival sarà la poetessa e divulgatrice Virginia Veludo con un incontro dedicato alla poesia come strumento capace di unire mondi e leggere il presente attraverso i grandi autori del passato e le nuove voci contemporanee. A seguire sarà proiettato il film Put Your Soul on Your Hand and Walk della regista Sepideh Farsi, intenso racconto della vita nella Striscia di Gaza attraverso le videochiamate con la fotoreporter palestinese Fatima Hassouna, uccisa durante il conflitto insieme a nove familiari.
La seconda serata sarà dedicata al teatro contemporaneo con Pigiama Party del Collettivo Baladam B-side, uno spettacolo ironico che riflette sul rapporto tra realtà, finzione e disinformazione nell’epoca dei social, seguito dal docufilm Willie Peyote – Elegia Sabauda, ritratto umano e artistico del cantautore torinese.
Gran finale con la comicità di Gioia Salvatori nello spettacolo Cuoro, dedicato ai sentimenti e alle contraddizioni dell’amore, e con la commedia francese La famiglia Leroy, che chiuderà il festival con leggerezza e intelligenza.
Un programma ricco, originale e di qualità che dimostra come il progetto ideato da Giorgio Felicetti continui a essere vivo e capace di rinnovarsi.
Resta però una domanda che molti cittadini continuano a porsi: perché Civitanova ha scelto di rinunciare a un festival che aveva saputo diventare un punto di riferimento culturale dell’estate, lasciando che fosse un altro Comune a raccoglierne l’eredità?

Screenshot

Screenshot

Screenshot

Screenshot

Screenshot

Screenshot

2 risposte

  1. Amedeo Regini ha detto:

    Rive un prodotto culturale di grande qualità.Cancellato senza nessuna spiegazione dalla amministrazione comunale di Centro Destra L’arroganza politica non cancella RIVE che grazie a Giorgio Felicetti RIVIVE.

  2. Elisabetta Giorgini ha detto:

    È vero una perdita che ha fatto rumore perché da quel dì ci manca la casa…il posto che il Festival rappresentava: la casa della cultura e lo attenda vamo ogni stagione.
    Personalmente non l’ho perso perché seguo Felicetti ovunque lui va ma Civitanova ha perso una grande opportunità. Ritornerà… è la mia speranza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *