RICCHI NELLA VITA, CETO MEDIO PER IL CATASTO. STORIE DI ORDINARIA FURBIZIA A CIVITANOVA

image18Forse toccherà richiedere un consulto all’Accademia della Crusca. Eh sì, perchè abbiamo scoperto a Civitanova che un’abitazione con 20, 30 vani, piscina, finiture in marmo all’interno, statue, locali benessere, verde a giardino esclusivo non è una villa. Guai a considerarla tale: è un villino, dicono le famiglie benestanti della città che proprio grazie a questo “escamotage” della lingua italiana, con la collaborazione fattiva del catasto. E’ solo un fatto nominale? No, infatti secondo il decreto legge 21 maggio 2013 n.54 se prima casa, anche una dimora da mille e una notte non paga l’imposta sugli immobili se accatastata come villino A7 stessa cosa per l’ici dal 2008. Diversamente per le ville che se anche prima casa debbono pagare. E’ curioso e fa anche sorridere che esista di fatto una contraddizione palese, ma che quasi nessuno sottolinea: una villa è uno status symbol. Il ricco imprenditore civitanovese è solito all’ostentazione della propria ricchezza, del bello anche se a volte kitsch. E nel fatto in sé non ci sarebbe nulla di male: è orgoglioso del proprio successo raggiunto e lo manifesta attraverso ciò che gli piace e che possiede. La differenza che c’è tra l’ Essere e l’ Avere, si dirà. Ma ognuno sceglie per sé e non crea grossi problemi di tipo etico se non fosse che poi, dietro le pieghe della burocrazia invece vuol figurare meno abbiente di quello che in realtà è. Un giano bifronte: ricco e invidiato per la società e ceto medio alto per il catasto. No, non funziona. E ancora più paradossale è vedere come il “movimento del popolo”, quello delle masse stellate, che urla per un euro in più di spesa pubblica abbia aderito ad una campagna a favore dei furbetti, con la superficialità normativa e intellettuale che li contraddistingue, aderendo completamente alle tesi del centrodestra devoto ai potenti benefattori e che ancora forse non si è ripreso dalla cantonata rimediata sull’ambulatorio del sindaco. Perchè se è vero che l’ambulatorio di Corso Umberto I è accatastato come civile abitazione, in realtà il pagamento è effettuato su una rendita catastale piu’ alta A10. E chissà se tutti questi novelli “Robin Hood” al contrario che siedono nelle file del centrodestra e del Movimento 5 stelle sono così interessati all’argomento per spirito di giustizia o se, magari, sotto sotto, tra le pieghe non si nascondino altre verita’. Chissà mai perche’ i grillini che chiedono a gran voce i redditi online con lo stesso zelo non reclamano la trasparenza anche su questo? Mah!

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