La revoca di un incarico dirigenziale si trasforma in una pesante condanna economica per l’Azienda sanitaria territoriale di Macerata. Il giudice del lavoro del Tribunale di Macerata ha infatti accolto il ricorso presentato da una dirigente e ha stabilito che l’Ast dovrà corrisponderle una somma complessiva che si aggira sui 39mila euro, tra risarcimento, spese legali, interessi e rivalutazione.
La vicenda risale al 2023, quando l’allora Area Vasta 3 dell’azienda sanitaria aveva revocato alla dipendente l’incarico dirigenziale relativo all’unità operativa “Supporto legale, contenzioso ed assicurativo”. La dirigente aveva contestato il provvedimento, chiedendo anche che la questione fosse sottoposta a una seconda valutazione e all’organismo indipendente di valutazione. Richieste che, secondo quanto ricostruito nel procedimento, non avrebbero ricevuto seguito.
La lavoratrice ha quindi deciso di rivolgersi al Tribunale, sostenendo l’illegittimità della revoca e chiedendo il riconoscimento delle conseguenze economiche subite.
Nella sentenza del 14 agosto, il giudice del lavoro ha ritenuto fondate le ragioni della ricorrente, dichiarando illegittima la revoca dell’incarico e riconoscendo alla dirigente un risarcimento per il danno patrimoniale derivante dalla perdita dell’incarico.
Alla somma principale si aggiungono gli interessi legali e la rivalutazione monetaria, oltre alle spese sostenute per la causa. Il provvedimento dispone inoltre il rimborso delle spese di lite e degli onorari legali, facendo salire l’esborso complessivo a circa 39mila euro a carico dell’Azienda sanitaria.
La vicenda rappresenta dunque una nuova pronuncia sfavorevole per l’Ast di Macerata sul fronte della gestione degli incarichi dirigenziali. Il tribunale ha ritenuto che la decisione adottata dall’azienda nel 2023 non fosse conforme alle regole previste, riconoscendo alla dipendente il diritto al risarcimento delle somme e dei danni conseguenti alla revoca.





