RAPINA NELLA VILLA DEL DOTTOR ANGELO MANTOVANI A SAN SEVERINO

Rapina con sequestro ieri sera nella villa di un noto ginecologo, il dottor Angelo Mantovani, primario dell’ospedale di San Severino Marche, a Pitino di San Severino. I banditi, tre uomini con il volto travisato da passamontagna, che parlavano con accento dell’Est Europa, hanno tenuto sotto sequestro tre donne e due bambini. Scavalcata la recinzione e approfittando del fatto che la porta d’ingresso era aperta, i rapinatori si sono introdotti nella villa, in località Pitino: all’interno c’erano la padrona di casa, una donna di 65 anni, la sorella di 74 anni, e la figlia quarantenne con i suoi due bambini, un neonato di pochi giorni e uno di quattro anni. I malviventi hanno minacciato la padrona di casa con il coltello e l’hanno costretta ad aprire la cassaforte, da dove hanno prelevato 1.500 euro in contanti e alcuni preziosi, per un valore di alcune migliaia di euro. Poi hanno rinchiuso le vittime in un bagno dopo aver tolto loro i cellulari e sono scappati. Una delle donne è stata colpita con uno schiaffo, ma non ci sarebbero state altre violenze. L’allarme è stato dato da una parente, che è arrivata sul posto poco dopo. Sono in corso indagini, coordinate dai carabinieri di Tolentino, ma per il momento dei rapinatori non c’è traccia.

Pare che avessero lasciato come d’abitudine la chiave sulla porta i familiari del dottor Angelo Mantovani. L’abitazione sorge in una zona isolata, in linea d’aria sotto la torre civica dell’antico borgo medievale, e i rapinatori non hanno incontrato alcuna difficoltà nell’entrare in casa. A quell’ora il medico era in ambulatorio. Nella villa c’erano la moglie Valeria, di 65 anni, la cognata, e una delle due figlie, Maria Paola. La donna vive a Pescara, ma nelle settimane scorse era tornata a San Severino per partorire assistita dal padre. Dopo il parto, si era fermata nella villa dei genitori insieme al neonato e all’altro figlio di quattro anni, vittime anche loro del sequestro, durato circa trenta minuti. Stando al racconto fatto dalle signore agli investigatori, uno dei banditi avrebbe schiaffeggiato la padrona di casa come gesto ‘preventivo’, tanto per far capire che la banda faceva sul serio: poi, sotto la minaccia del coltello, i tre si sarebbero fatti aprire la cassaforte per prelevare i soldi e i gioielli (muniti di guanti per non lasciare tracce). Ad attenderli fuori c’era un quarto complice, a bordo di un’auto.

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