QUERCE TAGLIATE, PRONTI DUE ESPOSTI

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Le nove querce tagliate sono diventate la nuova controversia che agita gli animi dei civitanovesi. Il simbolo di una sciatteria, di una mancanza di cura e lungimiranza su un tema molto a cuore in questo tempo, l’ambiente, la terra, il verde. Piante secolari intorno alle quali si scoprono ricordi, sguardi, a volte fugaci e distratti altre amorevoli. La maestà di quelle querce è emersa in questi giorni con prepotenza e ora che non ci sono più in tanti sono sinceramente amareggiati.

Ambientalisti e consiglieri di opposizione hanno sollevato dubbi sulla correttezza formale della procedura adottata definita a “somma urgenza” che nel giro di poco più di due mesi dal maltempo, che avrebbe fatto partire una segnalazione, ha portato all’abbattimento delle querce che va ricordato sono piante protette.

Il Sindaco nella sua pagina Facebook interviene sulla questione il 26 settembre, a querce abbattute, informando che, a seguito della relazione dell’agronoma Dott. Marcella Tacconi (protocollata il 17 settembre con sopralluogo effettuato il 5 settembre), in cui si evidenziava che alcune querce risultavano “pericolose per la privata e pubblica incolumità” e si riteneva quindi “di poter procedere all’abbattimento”, ha predisposto un verbale di somma urgenza trasmesso ai Carabinieri e alla Divisione Corpo Forestale dello Stato. Sollecitato ulteriormente il 5 ottobre il Sindaco rende pubblica la relazione, con i dettagli delle piante, della dottoressa Tacconi, la cui prestazione risulta fornita gratuitamente perché prevista dall’appalto generale di manutenzione del verde.

I lavori sono affidati alla stessa ditta, Palmieri Alfredo di Chiarino, che ha vinto l’appalto nel 2018 (con un ribasso d’asta del 40%!), per un costo di 9150 euro.

Secondo il contratto la ditta dovrebbe provvedere alla manutenzione delle piante e quindi anche delle querce. Se la manutenzione fosse stata fatta in modo e in tempi regolari forse le querce ora sarebbero ancora al loro posto. Inoltre il contratto prevede che la ditta stessa si occupi degli abbattimenti, senza costi aggiuntivi per l’amministrazione comunale, mentre in questo caso c’è stato un affidamento diretto con un costo ulteriore esterno all’appalto.

In attesa di conoscere gli esiti delle richieste di accesso agli atti fatte dai consiglieri di opposizione, saranno depositati anche due esposti, alla Procura e alla Corte dei Conti, presentati dall’avvocata Fernanda Recchi, dell’associazione Cantiere Lavoro.

Il Comune in rispetto della legge sulla piante protette dovrà entro 12 mesi piantumare in via compensativa il doppio delle piante abbattute.

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