PRIMARIE, CORSA A TRE. 309 I SEGGI NELLA REGIONE

Domani il centrosinistra sceglie con le primarie il suo candidato presidente della Regione. A sfidarsi sono in tre, due Ds storici, l’ex sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli e l’attuale assessore regionale al Bilancio Pietro Marcolini, e Ninel Donini dell’Idv. Pd, Verdi, Psi, Idv, Centro Democratico i partiti della coalizione. Si vota dalle 8 alle 22 in 309 seggi.

Sullo sfondo, le manovre attorno al governatore uscente Gian Mario Spacca, eletto con il sostegno del Pd ma ora in rotta con i Dem: ha fondato Marche 2020-Partito delle Marche e lavora ad un’alleanza con Area Popolare, nonostante i mal di pancia dentro l’Udc.

Quarantanove anni, insegnante di matematica, il vice presidente nazionale del Pd Matteo Ricci come king maker e molti sindaci in ‘sala macchine’, Luca Ceriscioli si presenta come ”il sindaco delle Marche”, e promette ”meno burocrazia, una svolta nel sistema sanitario regionale, nuove opportunità di sviluppo e utilizzando in maniera strategica il miliardo e 200 milioni di fondi europei destinati alle Marche”.

Pietro Marcolini, 63 anni, docente universitario e collaboratore dell’Ocse, è stato per due legislature l’uomo dei conti in Regione. Ha dalla sua il sostegno di Alessia Morani, vari altri parlamentari renziani, e dell’area culturale che ruota attorno a Symbola. Pensa che ”uscire dalla crisi sia un orizzonte possibile (l’ottimismo tenace è nel Dna di questa terra)”, investendo in innovazione e nell’integrazione di cultura-ambiente-turismo ”per fare le Marche più belle”.

Ninel Donini vorrebbe una Regione che dia finalmente spazio al ”punto di vista delle donne”.

In 20 giorni di campagna elettorale i due candidati Pd hanno girato ogni angolo delle Marche in 70-80 incontri pubblici a testa. Il vero timore di entrambi è infatti l’astensionismo, che potrebbe aver trovato una ragione in più nella maxi inchiesta della procura di Ancona sulle spese del consiglio regionale. Marcolini, Ceriscioli e la Donini (ex consigliere) non sono indagati, ma le notizie su 1,2 milioni di euro di rimborsi ‘allegri’ in tutti i gruppi consiliari non aiutano. I candidati hanno annunciato che non faranno ricorsi in caso di sconfitta, e che il perdente non diventerà assessore del vincitore. ”Nelle Marche non vedrete il film della Liguria” assicurano.

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