PREMIO ANNIBAL CARO PRESENTATO ALLA COMMENDA DI MONTEFIASCONE

Si è chiusa domenica 29 settembre la V edizione del Festival “La parola che non muore” che si articola tra Civita di Bagnoregio e l’Antico Borgo la Commenda, la storica residenza in provincia di Viterbo dove il nostro Annibal Caro trascorse gli ultimi anni della sua vita e dove si svolge il Premio Caro Poeta che quest’anno è stato vinto da Antonella Anedda per la raccolta poetica “Historie” edita da Feltrinelli, premio gemellato con quello civitanovese alla traduzione.

Nella lunga mattinata svoltasi nel giardino dell’antica residenza, in cui ha fatto una incursione poetica a sorpresa anche l’attore Stefano Fresi, premio David di Donatello per il film “Smetto quando voglio”, si sono succeduti diversi incontri sui temi cari al Festival diretto dal linguista Massimo Arcangeli , la poesia, la scrittura e la parola. Tra gli ospiti il giornalista, ex inviato Rai, Giovanni Masotti e il matematico Roberto Vacca che ha incentrato il suo intervento sul carteggio con Primo Levi, una personale testimonianza, ancora inedita ma di prossima pubblicazione, con uno dei grandi della nostra letteratura di cui proprio quest’anno si celebrano i cento anni dalla nascita.
È stata anche l’occasione per presentare il premio civitanovese dedicato ad Annibal Caro grazie alla presenza di Rosetta Martellini, componente insieme a Maria Grazia Baiocco, Anna Maria Domenella e Lorella Quintabà, del Comitato promotore, chiamata in veste di attrice a chiudere il festival in nome di Caro con la lettura di alcune frammenti tratti dalla raccolta delle Lettere familiari.
Prima del recital conclusivo ha illustrato il premio civitanovese, giunto alla seconda edizione, con l’intento di consolidare la collaborazione tra i due territori, era presente il Sindaco di Montefiascone Massimo Paolini, comune si cui insiste la Commenda, e di ampliare la Giuria dei Lettori anche fuori regione in vista della prossima presentazione della terza edizione. Ma anche di attivare nuove sinergie tra i due premi che condividono la chiave contemporanea di valorizzazione e di memoria del grande umanista del ‘500.

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