POPSOPHIA CHIUDE A CIVITANOVA “A FARI SPENTI”: MIGLIAIA DI PERSONE PER IL GRAN FINALE DEI 15 ANNI DEL FESTIVAL

Si è conclusa con una Piazza della Libertà gremita e migliaia di spettatori l’edizione del quindicesimo anniversario di Popsophia. Il festival ha salutato Civitanova Marche con il philoshow “A fari spenti. Filosofia di Lucio Battisti”, chiudendo tre giorni dedicati al tema della fama, del divismo e dello spettacolo con un omaggio all’artista che, più di ogni altro, scelse di allontanarsi dai riflettori.
Il pubblico ha accompagnato cantando i grandi successi di Lucio Battisti, trasformando la serata finale in un emozionante concerto collettivo. Sul palco, la direttrice artistica Lucrezia Ercoli e il giornalista Leo Turrini hanno raccontato il percorso umano e artistico del cantautore di Poggio Bustone, simbolo di una scelta di coerenza e riservatezza che ancora oggi rappresenta un modello controcorrente.
«Battisti voleva che fosse la sua musica a parlare per lui», ha ricordato Turrini, citando anche il celebre rifiuto dell’artista a un’offerta milionaria per tornare in televisione. Un esempio che, secondo il giornalista, conserva ancora oggi un forte valore culturale. La Factory di Popsophia ha accompagnato il racconto con l’esecuzione di alcuni dei brani più amati del repertorio battistiano, da Emozioni a Il mio canto libero, passando per Mi ritorni in mente, La canzone del sole e Acqua azzurra, acqua chiara.
La giornata conclusiva è stata anche un ritorno alle origini del festival. A quindici anni dalla prima edizione, Popsophia ha reso omaggio a Cesare Paciotti, protagonista della manifestazione inaugurale del 2011 e figura simbolo dell’imprenditoria marchigiana, recentemente scomparso.
Nel corso dell’incontro, Lucrezia Ercoli ha ripercorso il legame tra filosofia, arte e calzatura, ricordando come proprio la scarpa rappresentò il punto di partenza del progetto culturale di Popsophia. Un percorso ripreso anche grazie ai lavori realizzati dagli studenti dell’Istituto Bonifazi Corridoni e del Liceo del Made in Italy Gentili di San Ginesio, impegnati a riflettere sul valore identitario della tradizione calzaturiera marchigiana.
Particolarmente significativo l’intervento dello storico dell’arte e presidente di Popsophia, Hermas Ercoli, che ha lanciato un appello affinché venga creato un archivio permanente dedicato all’opera di Cesare Paciotti. La proposta prevede la raccolta e la valorizzazione di campagne pubblicitarie, fotografie, bozzetti e materiali che hanno contribuito a scrivere una pagina importante della comunicazione visiva italiana tra gli anni Ottanta e Duemila, grazie anche alla collaborazione con fotografi di fama internazionale.
Ercoli ha inoltre sottolineato il valore artistico della rotatoria Paciotti all’ingresso di Civitanova Marche, definendola una delle più importanti opere di Land Art del Centro Italia e auspicando una tutela da parte della Soprintendenza come patrimonio di arte contemporanea.
Alla serata hanno preso parte anche i familiari di Cesare Paciotti, tra cui la sorella Paola, i nipoti Marco e Massimo Calcinaro, oggi alla guida dell’azienda, e la storica collaboratrice Lina.
Con lo spegnersi delle luci sul palco si è chiusa un’edizione che ha celebrato i quindici anni di Popsophia guardando alle proprie radici e al futuro. Un festival che, ancora una volta, ha dimostrato la capacità di trasformare la cultura pop in occasione di riflessione condivisa, coinvolgendo migliaia di persone e confermandosi tra gli appuntamenti culturali più partecipati dell’estate marchigiana.

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