PER ZANDA: “UNA GRANDE STAGIONE DI DI RIFORME DA REALIZZARE CON LO SPIRITO GIUSTO”

Zanda 02I temi proposti nell’assemblea popolare che prevedeva: “Le riforme che cambiano l’Italia” e la presenza del capogruppo del PD al Senato, Luigi Zanda, hanno evidentemente favorito la partecipazione di un elevato numero di persone e di conseguenza il salone dell’hotel Miramare, dove i lavori si sono svolti, ha presentato il tutto completo.
È stata la segretaria del circolo Pd del luogo, Mirella Franco, ad aprire i lavori e ad esprimere il compiacimento per la riuscita della serata e per la partecipazione dei senatori Zanda e Mario Morgoni. Le ha fatto seguito la segretaria provinciale del Pd di Macerata, Teresa Lambertucci, che si è ugualmente compiaciuta per la partecipazione di tante persone e la valenza degli argomenti posti in esame e la loro indifferibilità applicativa “che del resto – ha detto la Lambertucci – è sotto gli occhi di tutti e che rappresentano aspetti strategici che il Paese attende”.
Ha preso, quindi, la parola il senatore Morgoni che è entrato immediatamente nel tema della serata, soffermandosi sulle riforme costituzionali, alcune delle quali già risolte, come l’abolizione delle Province, e altre, in seconda lettura parlamentare, come quelle della riforma del Senato e del Titolo V della costituzione.
Morgoni ha messo in risalto il ruolo importante svolto dal senatore Zanda in questo momento tormentato di vita politica, la sua disponibilità ad essere presente nella nostra regione, l’impegno di tutto il Pd “che rappresenta un partito che fortunatamente regge – ha sottolineato l’ex sindaco di Potenza Picena – come presenza, organizzazione e radicamento nel territorio. Un partito, dunque,che rappresenta una garanzia per la tenuta delle istituzioni democratiche e che consente al cittadino di recuperare una consapevolezza e una capacità di esercitare quella sovranità che gli appartiene”, Morgoni è, quindi, entrato nel merito della riforma costituzionale “che – ha detto testualmente – non è un’occasione per la riduzione dei costi della politica, per risparmiare, anche se ci sono elementi del genere,e neppure un esercizio accademico in un momento in cui il Paese soffre una profonda crisi”.
Luoghi comuni da sfatare, secondo lui, dal momento che la riforma costituzionale è finalizzata a sciogliere quei nodi che complicano la vita delle istituzioni e garantire una diversa credibilità di una politica che abbia la capacità di decidere, che sappia rappresentare un punto di riferimento anche dando degli esempi, prospettive. Ampie riflessioni da parte di Morgoni sul tema del lavoro, sulla composizione e il compito delle Senato, sulla legge elettorale, parametri diversi per costruire un orizzonte positivo per il Paese.
Non è mancato un accenno alla sofferenza interna che c’è nel Pd che, secondo Morgoni, vuole intraprendere un percorso che si basi su elementi più avanzati di analisi, di coraggio e in questo spirito rientra la discussione che c’è stata nella recente riunione del partito, nel corso della quale il dibattito sul lavoro si è incentrato in primo luogo sul merito, sul mercato del lavoro.
Dopo l’ampia analisi del senatore Morgoni, il sindaco Tommaso Claudio Corvatta ha portato il saluto della città e seppure facendo riferimento al clima complicato che stiamo vivendo “è necessario – ha detto testualmente – non piangerci addosso, per cui diamoci da fare”.
Abbastanza propositivi e vivaci gli interventi di un buon numero di presenti, ai quali il senatore Zanda ha dato risposte nel corso del suo atteso contributo. Il capogruppo del Pd al Senato ha espresso la soddisfazione di trovarsi nelle Marche, regione della quale è un assiduo frequentatore, e in primo luogo ha analizzato il generale stato di crisi che vivono molti paesi “ad esclusione – ha detto – di quelli che non hanno democrazia e perciò possono decidere sulle sorti dei loro paesi con sollecitudine”. Secondo il suo parere all’Italia manca lo spirito costruttivo del “miracolo italiano” del dopoguerra, periodo caratterizzato da grandi leader politici e grandi partiti. “Un paese che voleva crescere – ha detto – per cui dopo le difficoltà della partenza, che ci vedeva poveri, siamo arrivati ad essere la settima nazione del mondo. È perciò necessario ritrovare lo slancio di allora e per questo confidiamo in una grande stagione di riforme da creare con lo spirito giusto. Per fare questo è necessario – secondo il senatore Zanda -, un Parlamento che sappia decidere in tempi brevi e che sappia eliminare quegli errori che indubbiamente ci sono stati”.
Nel concludere il suo intervento, Zanda ha fatto cenno a due riforme che secondo lui sono di rilevante importanza. La prima riguarda l’unione politica dell’Europa “una confederazione – ha detto – una unità unica, altrimenti siamo fregati”, la seconda una vera, autentica, profonda riforma dell’Onu per avere capacità di interventi in un momento in cui il mondo, dopo il crollo del muro di Berlino, sta conoscendo stagioni sempre più inquietanti. “Forse sono utopie – ha concluso Zanda – ma se non lavoriamo ora sulle utopie quando lo dobbiamo fare?”.
Mella foto (da sinistra): Morgoni, Zanda, Lambertucci e Mirella Franco,

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