PECCATI DI GOLIARDIA

Claudio Morresi, la faccia ipocrita di un’amministrazione che firma manifesti e iniziative contro l’intolleranza e fa spallucce davanti a insulti razzisti. Il presidente del consiglio comunale ci ricasca e torna a definire goliardico il linguaggio razzista e sessista del suo vice sindaco Troiani. Mentre una Procura ha aperto un procedimento giudiziario per diffamazione con l’aggravante dell’odio razziale, Morresi sembra la vispa Teresa, esponente di quella corrente di moderati ignavi che, sebbene bacino rosari e poster del senatore Pillon, hanno per riferimento morale Francesco da Cascinare e non Francesco di Roma, allineati a quella politica buontempona che, tra una goliardata e l’altra, ha sdoganato comportamenti e linguaggio aberranti in un Paese in cui una sopravvissuta allo sterminio nazista e’ oggi costretta a girare sotto scorta perché a rischio aggressioni. Da qualche parte, qualcuno dirà che anche queste sono goliardate, perché abbondano i manzoniani Don Abbondio che invece di agire per ciò che è giusto si acconciano a fare ciò che conviene, nella vita come in una sede istituzionale. In fondo, sono solo peccati di goliardia.
Di Robespierre

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