PARCO CALOGERO ZUCCHETTO. FESTOSA INTITOLAZIONE

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“Non una vietta angusta e nascosta, ma un bellissimo parco della città è da oggi intitolato a Calogero Zucchetto, questo nostro grande eroe, collega e grande italiano, il cui nome deve aiutarci tutti a riaffermare ogni giorno la legalità: grazie al sindaco Ciarapica e alla comunità di Civitanova Marche per questa coraggiosa scelta”. Sono le parole conclusive del discorso del capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli intervenuto questa mattina alla cerimonia d’intitolazione del verde pubblico che si apre su viale Vittorio Veneto, che l’Amministrazione comunale, su input della Questura di Macerata, ha voluto intitolare a perenne memoria dell’agente barbaramente ucciso nel 1982 a Palermo dalla mafia. Due tronchi di faggio, ben impressi a terra e rivolti verso il mare, sorreggono la scultura di Zucchetto realizzata dall’arch. Paola Tassetti, che saluta la sua Sicilia e l’Italia. Commozione e applausi tra i presenti, per le parole pronunciate dal questore Antonio Pignataro, che conobbe Zucchetto, Lillo per gli amici, e con lui collaborò presso la squadra mobile di Palermo. Oggi a Civitanova c’erano anche Francesco Pellegrino, allora dirigente della Squadra mobile di Palermo, Giuseppe Accordino responsabile sezioni omicidi, Giuseppe Russo, responsabile sezione investigativa e Filippo Piritore responsabile sezione antidroga, colleghi di Zucchetto che hanno vissuto quei tragici momenti. Il questore Pignataro non ha mancato di ricordare i fatti accaduti a Macerata, l’omicidio di Pamela e la vile condotta di Traini, episodi che hanno indebolito il senso di sicurezza dei cittadini e a cui lo Stato ha fornito una pronta risposta dando nuova linfa ai valori di fedeltà, disciplina e onore. “L’intitolazione di questo parco – ha aggiunto il prefetto Iolanda Rolli – dà un segnale di cambiamento a tutto il territorio che non vuole dimenticare. Il nome di Zucchetto è sinonimo di ribellione all’indifferenza e lotta alla criminalità che non deve mai fermarsi”.
“Viviamo tempi difficili e complicati – ha rimarcato Gabrielli – in cui siamo costretti a misurarci con una società che non è come vorremmo. Bisogna essere consapevoli che determinati fenomeni non sono limitati ad un’area del Paese e per questo ogni comunità deve sviluppare i suoi anticorpi e contrastare la criminalità che si nasconde dove ci sono benessere e profitti e anche in una terra laboriosa come questa”.
Il sindaco Ciarapica, in apertura della cerimonia, ha detto: “Vorrei che questo parco diventasse un luogo della memoria ma anche della speranza, eterna testimonianza dei valori della legalità: saremo tutti orgogliosi di spiegare ai nostri figli e un giorno ai nostri nipoti chi era Calogero Zucchetto e perché questo spazio è dedicato a lui. Nel ringraziare chi è con noi in questo momento, ci tengo a mandare i miei saluti alla famiglia Zucchetto che in questi anni ha vissuto il dolore con grande dignità”.
Presenti tra le cariche istituzionali il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari e numerosi sindaci del maceratese, il consigliere regionale Micucci, assessori e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Presenti i vertici delle Forze dell’Ordine, i comandanti regionali, provinciali e cittadini dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, Vigili del Fuoco. Nutrita presenza tra le associazioni, Alpini, Bersaglieri, Croce Verde, Avis, Aido, Gruppo Protezione civile e molti altri.
Ad assistere alla cerimonia c’era anche una rappresentanza delle scuole: alunni e docenti dell’Ipsia, Licei Da Vinci, V e IV della scuola di via Zavatti e via Regina Elena.
Al termine della cerimonia, il capo della Polizia di Stato ha fatto visita al Sindaco a Palazzo Sforza, accompagnato dal prefetto Rolli e dal questore Pignataro. “Con grande orgoglio ho ricevuto il capo della Polizia di Stato nella sede del Comune – ha dichiarato poi Ciarapica. La sua presenza è un segnale importante per nostra comunità. Lo ringrazio per le belle parole che ha speso per Civitanova e per aver riservato a me e ai cittadini tanta attenzione”.
A benedire la scultura c’erano il parroco don Mario Colabianchi e don Adam Baranski, Cappellano della Polizia di Stato per le Province di Macerata, Fermo e Ascoli.
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