PALAZZO SFORZA ITALIA

Quindi sul carrozzone di Forza Italia salgono i residui delle liste civiche e formano un gruppo di quattro consiglieri, tanti quanti vince Civitanova. Effetto delle Regionali, che ingrossano gli appetiti politici e poltronari. Non si spiega altrimenti questa corsa al tesseramento in cui spicca il voltagabbana Claudio Morresi, presidente del consiglio comunale eletto con le stigmate del civico in quota all’opposizione, poi transitato a puntellare Ciarapica e adesso folgorato da Forza Italia. Non si perdano di vista, per spiegarsi cotanto movimento, i rumors sulle ambizioni del sindaco Ciarapica di diventare Governatore, lui che non riesce a gestire un cantiere di due marciapiedi e rattoppare il tetto di una scuola, solo per dire due recenti chicche. La campagna acquisti di Forza Italia è finalizzata a questo, a spendere sui tavoli della politica peso e appoggi per contare di più e chiedere di più. Naturalmente alla faccia della città, perché in tutto questo di Civitanova e di ciò che le abbisogna non frega niente a nessuno. Men che meno al sindaco, concentrato sulle sue ambizioni regionali. Fratelli d’Italia permettendo. Il partito della Meloni ha messo il cappello sulla candidatura e a differenza dei fratellini locali non si spaventa quando Ciarapica sventola l’ipotesi di cacciar via il loro assessore Borroni per tenerli buoni. Nel frattempo da Civitanova sono partite, in sordina, le Sardine e adesso sfiorano i 10.000 iscritti e in migliaia hanno riempito Piazza del Papa ad Ancona. Un tam tam che ha pervaso tutte le Marche, ma la scintilla è nata qui. Ciarapica li ha paragonati alle adunate di Forza Nuova o Casa Pound. Un chiaro stato confusionale, che colpisce soprattutto i destrorsi convinti che il fascismo sia un’opinione e non un crimine. Gli stessi che trovi dalla parte di chi sostiene che alla presentazione di un libro organizzata dall’Anpi al liceo ci doveva essere il contraddittorio. Un po’ come chiedere che all’incontro di qualche giorno fa sempre al liceo con il Comandante Alfa, punta di diamante dei carabinieri costretto a vivere nell’ombra per la delicatezza delle missioni in cui è impegnato, si dovesse garantire il contraddittorio, magari con la presenza di un terrorista. Succede quando non si accetta la condanna della storia. Ciarapica ha di questi problemi e li palesa mentre, tra un ammiccamento a nostalgici del fascismo e uno ai reduci del Berlusca, pensa di poter scalare la Regione partendo da Palazzo Sforza Italia. Intanto, il predellino della carrozza (pardon, carrozzone) glielo apparecchia il maggiordomo Morresi.
Di Robespierre

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