OTTIMO AVVIO PER LA RASSEGNA CARO TEATRO IN NOME DI LUIGI LUNARI

Lo ha fatto, seppur cronologicamente qualche anno dopo, un magnifico autore irlandese, quel Brian Friel autore del famoso “Ballando a Lughnasa”, la cui trasposizione cinematografica ha visto tra le interpreti Meryl Streep. Ha azzardato far convivere in un’opera teatrale due personaggi di Anton Cechov, scelti tra i protagonisti di due commedie diverse: Sonia la nipote di “Zio Vania” e Andrej fratello di Olga, Masa e Irina, le celebri “Tre sorelle”. “Afterplay” racconta il loro incontro, a distanza di tempo, in un bar a Mosca. Una scelta fantasiosa e intrigante, simile a quella di Luigi Lunari che però nel suo “Nel nome del padre” accentua l’azzardo scegliendo di regalare la magia di questo incontro a due personaggi realmente esistiti: Aldo e Rosemary. Provengono da due mondi opposti e lontani ma entrambi hanno subito un dramma legato alla loro diversità e per questo sono stati allontanati, misconosciuti, dimenticati: Aldo Togliatti, figlio di Palmiro, morto nel 2011 in un clinica psichiatrica e Rosemary Kennedy, figlia di Kennedy senior e sorella minore di John Fitzgerald, nata con una disabilità cognitiva a soli 23 anni fu sottoposta a una lobotomia che la costrinse a finire la sua vita in un casa di cura.

Li vediamo, interpretati intensamente con tutte le loro fragilità e i loro slanci da Cristina Viglietta e Pinuccio Bellone della Compagnia la Corte dei Folli di Fossano in provincia di Cuneo, in una scena che il regista Stefano Sandroni definisce un limbo, un non luogo e un non tempo, visivamente una sorta di “stonehenge”, spogliarsi di quegli abiti che altri hanno fatto loro indossare, scrollarsi il peso dei padri e prepararsi insieme, supportandosi, a una nuova vita, a un altrove, a un al di là.

Ottimo avvio per la rassegna Caro Teatro che con questa apertura ha voluto anche ricordare Luigi Lunari, scomparso il 15 agosto scorso che scrisse questo testo nel 1997, tradotto anche in molte lingue e rappresentato nel mondo da Tokyo a New York.

Il prossimo spettacolo è in programma domenica 13 ottobre quando calcherà il palco dell’Annibal Caro la compagnia “Teatro Degart” di Giardini Naxos (Me) con lo spettacolo “Un’improbabile storia d’amore”.

Vi proponiamo alcuni commenti del pubblico raccolti a fine spettacolo.

EMILIA – Spettacolo di vero sentimento, ho sentito arrivarmi addosso tutta la verità della parola. Un testo meraviglioso, originale che mi ha coinvolto, mi ha trascinato. Solo parole e sentimento, finalmente! Gli attori bravissimi.

LUCIANA – Lo Spettacolo l’ho trovato molto bello, soprattutto originale. All’inizio sei disorientato ma poi tutto torna anche grazie a molte simbologie. Attori bravissimi a reggere una tale intensità.

DINO – Quando la memoria della Storia da la possibilità, come una porta, di accedere alla semplice umanità. Uno spettacolo meraviglioso perché ci da questa opportunità.

GIOVANNA – Un lavoro che mi ha colpito molto. Centrato su queste due figure diverse e problematiche che hanno unito i loro destini in un flusso di coscienza molto bello. Mi è piaciuta anche la scenografia, una porta che divide quello che uno ha vissuto e che non ha avuto il coraggio di buttare fuori dal momento della liberazione che ci fa essere persone nuove. Si sono spogliati, denudati delle brutture che hanno vissuto e alla fine erano vestiti di bianco, metaforicamente il segno di essersi riappropriati della loro vita. Attori bravissimi. Complimenti al giovane regista. Si parte alla grande.

PIA – Un testo che ha distrutto le figure dei padri. Sia nella famiglia Kennedy che nella famiglia Togliatti il diverso non era accettato.

ENA- Il tema è indubbiamente particolare, bellissimo e lascia un segno indelebile. Registicamente mi sono piaciuti moltissimo l’inizio e la fine. Il racconto centrale l’avrei movimentato di più perché tende a essere un po’ pesante e alcuni aspetti non sono chiari e si perde il filo. Gli attori bravissimi, molto emozionante.
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