ORDINE DEI GIORNALISTI SU TVRS, “CONTORNI OSCURI SULLA DECISIONE DELL’AZIENDA”

teleSulla decisione della Società Beta Spa, editrice dell’emittente televisiva Tvrs, il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti delle Marche ha emesso il seguente documento:

“Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti delle Marche esprime sorpresa e sconcerto per la decisione della Società Beta Spa di cessare, dopo 35 anni, l’attività di Tvrs, una delle principali e storiche emittenti televisive della regione. In un momento di profonda crisi dell’intero sistema informativo italiano, l’annuncio della Beta Spa assume contorni particolarmente gravi e soprattutto oscuri. L’Azienda ha fatto cioè prevalere logiche speculative e di profitto, senza tenere in alcun conto il destino dei propri dipendenti che, in quasi quattro decenni, hanno accettato condizioni di lavoro e livelli retributivi ai minimi salariali, spesso ai limiti dello sfruttamento.

La decisione della Beta Spa è inaccettabile anche perché in tutti questi anni Tvrs ha beneficiato di contributi pubblici e ha avuto finanziamenti dagli Enti locali attraverso la stipula di convenzioni. Gli stessi bilanci presentati dalla Società non giustificherebbero una scelta così drastica. La volontà di cessare l’attività e di licenziare tutti i dipendenti sembra nascondere ipotesi molto diverse dalle paventate difficoltà economiche.
Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti esprime preoccupazione per il futuro dell’emittente ed esprime vicinanza e solidarietà ai giornalisti e agli altri lavoratori. Invita le autorità a vigilare affinché le frequenze (vero patrimonio di una emittente) restino in mano alla Società che dovrà preparare i contenuti. Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti delle Marche teme che i proprietari di Beta Spa vogliano, in realtà, separare strutturalmente e gestionalmente chi produce i contenuti (cioè i giornalisti e i tecnici) da chi li mette in onda. L’obiettivo, insomma, è quello di marginalizzare il ruolo della redazione, limitarne l’autonomia e condizionarne i comportamenti. L’Ordine dei giornalisti delle Marche sarà a fianco dei colleghi di Tvrs per ogni iniziativa che abbia come obiettivo la salvaguardia di una Testata giornalistica, la difesa dell’autonomia professionale della Redazione e la tutela delle norme etiche e deontologiche come garanzia irrinunciabile per una corretta informazione.

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Da Gabriele Betti presidente del C.d.A. Beta SpA riceviamo e pubblichiamo:

Beta SpA, proprietaria del marchio TVRS, intende comunicare che proseguirà la sua attività di operatore di rete nell’interesse della collettività regionale con la potenzialità di diffusione di 8 programmi televisivi. Questo rappresenta una grande opportunità per tutti coloro che intendono sviluppare autonomamente contenuti televisivi. Contemporaneamente i canali TVRS 11 e 111 manterranno una fisionomia capace di diffondere programmi prodotti anche da terzi confermando la priorità verso strutture costituite dai suoi attuali dipendenti fornendo loro la più ampia collaborazione soprattutto in fase di start-up. TVRS quindi prosegue nella sua pluridecennale tradizione televisiva che l’ha portata ad una posizione di vertice nel panorama regionale. Con quanto deciso si sottolinea l’assoluta necessità di riportare in un ambito economico sostenibile l’attuale realtà colpita, come tutta la collettività, dalla forte crisi, aggravata in questo settore dalla transizione al digitale terrestre. Beta SpA, in conclusione, conferma la fermezza in merito alle decisioni già assunte confidando nelle capacità di iniziativa che sicuramente si svilupperanno da qui a breve termine.
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Dai Sindacati riceviamo e pubblichiamo:

Il Comunicato Stampa diramato ieri dalla Beta SpA non fa che confermare punto per punto quanto emerso dall’Assemblea Sindacale di ieri e quanto da noi dichiarato in Conferenza Stampa: è evidentissima la volontà aziendale di azzerare ogni rischio di impresa dopo aver usufruito di (molti) soldi pubblici, scaricando interamente sui Dipendenti gli oneri di produzione.Per inciso: gli stessi Dipendenti che le hanno permesso di raggiungere quei risultati economici nonché l’accesso ai cospicui finanziamenti pubblici di cui ha goduto fino all’anno scorso e l’assegnazione di ottime
posizioni LCN come l’11 e il 111.
In una fase economica come questa, e stante la solidità industriale di Beta SpA, spicca davvero la totale irresponsabilità sociale dell’Impresa, preoccupata di tutelare e ingrossare i guadagni dei soci (soprattutto di maggioranza) invece di generare lavoro certo e quindi ricchezza distribuita sia tra i soci, che tra le maestranze.
In piccolo, lo stesso male di cui rischia di morire l’Italia.

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