Duro affondo dell’opposizione sulle nomine approvate oggi in Consiglio regionale delle Marche. Nel mirino il presidente della Regione Francesco Acquaroli, accusato di aver premiato alcuni esponenti provenienti dal centrosinistra con incarichi pubblici.
«Fare i voltagabbana paga». Così i gruppi di minoranza commentano l’esito della seduta consiliare che ha avuto al centro l’approvazione delle nomine in enti, consulte e comitati regionali. Secondo l’opposizione, il voto avrebbe evidenziato «il triste mercimonio tra la maggioranza di centrodestra e alcuni transfughi del centrosinistra», ricompensati per il sostegno offerto al governatore alle ultime elezioni regionali.
Al centro delle polemiche le nomine nel consiglio di amministrazione dell’Erap — l’ente regionale per l’abitazione pubblica — dove sono stati designati Tommaso Fagioli, attuale consigliere comunale di Ancona eletto nel centrosinistra, Federico Talè, ex consigliere regionale già nel Pd e poi in Italia Viva, e Gigliola Bordoni, ex vicesindaco dell’amministrazione comunale di centrosinistra di Monte San Giusto.
Per le opposizioni, queste scelte rappresentano «l’emblema di un modo di fare politica che allontana sempre più i cittadini dalla partecipazione democratica e dalla vita pubblica». Non solo: nel comunicato congiunto si accusa il presidente Acquaroli di aver reso il trasformismo «un tratto distintivo della sua azione politica», parlando di «una continua campagna acquisti pagata con ruoli e incarichi pubblici».
«Una campagna acquisti pagata con incarichi pubblici», insistono i gruppi di minoranza, denunciando quella che definiscono una strategia per consolidare la maggioranza attraverso nomine e posizioni di potere.
Il documento è firmato dai gruppi assembleari di Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Lista Ricci e Progetto Marche Vive.




