Comprendere i meccanismi dell’invecchiamento cellulare e sviluppare nuove strategie per favorire un invecchiamento sano è una delle principali sfide della ricerca biomedica. Di questo si è discusso alla Conferenza internazionale “Neutrons for Future Health”, svoltasi dal 6 al 9 luglio 2026 al Castello di Fürstenried di Monaco di Baviera e organizzata dall’Heinz Maier-Leibnitz Zentrum.
Tra i protagonisti dell’evento l’ingegnere civitanovese Massimo Rogante, partner della rete europea COST Action SENESCENCE2030, che ha illustrato le potenzialità delle tecniche neutroniche nello studio della senescenza cellulare. Il lavoro, realizzato insieme alla ricercatrice svizzera Katrin Dreissigacker di Epigenedit, punta a valorizzare un approccio multidisciplinare per comprendere i processi biologici che sono alla base dell’invecchiamento e di numerose malattie croniche.
Le tecniche neutroniche rappresentano una frontiera innovativa della ricerca perché, a differenza dei raggi X, consentono di analizzare materiali e sistemi biologici senza alterarne la struttura. Grazie alla loro particolare sensibilità all’idrogeno e all’acqua, elementi fondamentali dei tessuti viventi, permettono di ottenere informazioni preziose e complementari per lo studio dei meccanismi della senescenza cellulare.
Nel corso della conferenza sono state presentate anche le più recenti applicazioni dei neutroni nella diagnostica avanzata, nel trattamento dei tumori e nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche, confermando il ruolo sempre più centrale di queste tecnologie nella medicina del futuro.
Rogante ha inoltre illustrato i risultati ottenuti negli ultimi anni dallo Studio d’Ingegneria Rogante nella caratterizzazione avanzata di biomateriali destinati ad applicazioni mediche, come stent vascolari in nitinol, leghe innovative e materiali polimerici. Esperienze che costituiscono oggi una base importante per estendere l’impiego delle tecniche neutroniche anche ai nuovi modelli biologici utilizzati nella ricerca sull’invecchiamento.
La conferenza ha riunito ricercatori provenienti da numerosi Paesi e discipline, confermando come la collaborazione tra fisica, ingegneria, biologia e medicina rappresenti uno degli elementi chiave per accelerare il progresso scientifico.
“Le tecniche neutroniche possono offrire un contributo sempre più significativo anche alla ricerca biomedica”, ha sottolineato Massimo Rogante. “Integrare competenze diverse è fondamentale per comprendere meglio i meccanismi della senescenza cellulare e sviluppare nuove strategie per promuovere un invecchiamento sano”.
Dello stesso avviso Katrin Dreissigacker: “Più comprendiamo le cellule senescenti e il loro comportamento, più ci avviciniamo a una diagnosi precoce, a interventi personalizzati e, in ultima analisi, a un invecchiamento più sano”.






