NELLA SUGGESTIVA CORNICE PORTUALE L’ORCHESTA DI PIAZZA VITTORIO FA IL PIENO

image40Anche se l’Orchestra di Piazza Vittorio si sarà esibita e continuerà a farlo in tanti luoghi sacri della musica, come al Caracalla di Roma., dove all’inizio dell’estate si è esibita, non crediamo che la sua performance avrà mai i suggestivi contorni dello spettacolo che ha portato avanti ieri sera nella zona portuale. Scenario da mozza fiato con grossi barconi da un lato, la mastodontica gru per il trasporto dei natanti dall’altro, sullo sfondo il campanile di Cristo Re e il suo faro che lampeggiando manda nella profondità del mare il segnale identificativo della nostra città. Tanto per aggiungere qualcos’altro, nel cielo, proprio dietro il palco, c’era la luna, non nel sua splendida sfericità, ma sufficiente luminosa e misteriosa.
Questi i contorni dello spettacolo alla presenza di un pubblico che ha catturato le tante sedie disponibili che c’erano nell’area portuale. Efficace introduzione alla serata di Giorgio Felicetti, autore del progetto artistico di “RIVE”, che nel presentare l’avvenimento e la serata, ha ammesso che dal palco “la vista era fantastica”. Era proprio da credergli perché da li avrà visto i riflessi del mare, il dondolio delle barche ormeggiate nel porto e quella straordinaria presenza di persone, con una notevole rappresentanza giovanile.
Poi l’Orchestra di Piazza Vittorio e Ginevra Di Marco, fiancheggiata a volte da altri cantanti e dai solisti del grande complesso, hanno fatto il resto e così ha preso avvio quel viaggio umano che la nota band multietnica sta efficacemente portando avanti.
Tanta bella musica come “Amara Terra Mia” e “Malarazza” di Modugno, “Amandoti”, “Fel Shara”, “Alma De Povo”, tutti brani nelle originali lingue dei Paesi lambiti dal Mediterraneo.
Ogni esecuzione è stata animata non solo nel palco ma dai tanti giovani presenti ai lati del palco. Addirittura il finale è stato una sorta di abbraccio fra gli spettatori che sono stati invitati ad abbandonare la sedie e a portarsi sotto il palco e gli autori di quello spettacolo. Un concerto, in definitiva, che sarà ricordato a lungo sia per i canti e la musica, sia il messaggio che vuole lanciare e che sicuramente può chiamarsi amore e comprensione.

Giuseppe Cristini

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