NEL DIZIONARIO ETIMOLOGICO DEL PROF. ADRIANO RAPARO “I COGNOMI DI CIVITANOVA”

Ancora una bella mattinata di cultura nell’accogliente sede dell’ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) Medusa, ormai punto di riferimento dell’area portuale, non solo per le attività legate al mare, ma anche in avvenimenti culturali qual è stata la presentazione del “Dizionario etimologico dei cognomi del Maceratese, dell’Anconetano e del Fermano” (2014), dello studioso maceratese Adriano Raparo (nella foto), che da una quindicina di anni si dedica, con risultato brillanti, alla ricerca storica dei cognomi. Da premettere che il cognome non ci appartiene da secoli, ma, per noi italiani, risale al 1864 quando vi fu il primo provvedimento unitario per l’istituzione del servizio anagrafico (R.D. 31.12.1864 n. 2105), nel quale si contemplava l’obbligo di formare l’Ufficio delle Anagrafi in ogni Comune del Regno in base al censimento del 1861 per le persone con “domicilio legale” o “residenza stabile”. Prima di quella data, conseguente alla costituzione del Regno d’Italia (1861) i cognomi erano registrati nelle parrocchie a volte in modo discordante. Dalla costituzione delle anagrafi, dunque, i cognomi, che hanno avuto origine da una serie di situazioni, come possono essere state quelle delle caratteristiche degli interessati, dei comportamenti, delle località di origine, i cognomi sono diventati una traccia indelebile di ognuno di noi. Nel nostro Paese, da quando ha accennano lo studioso maceratese, i primi ad avere un cognome sono stati i Veneziani attorno all’anno mille. Da parte di Raparo tutta una serie di esempi, riguardanti più che altro l’origine dei cognomi della nostra città, dei quali, non possiamo fare riferimento, per la vastità delle citazioni che sono state fatte, come ad esempio quello di Perticarà che si richiama alla “perticara”, l’aratro in legno che veniva usato nelle nostre campagne. Altro esempio quello di Pelacani, un verbo e un complemento oggetto, che identificavano l’attività lavorativa di una persona e che poi è stata così riportata nella originale annotazione anagrafica.
Il mare ha lasciato invece poche tracce. Se tutti sono “pesciaroli”, come si poteva individuare in una località che sorge sulla costa, una persona che svolgeva quell’attività? Cognomi del genere, si trovano invece nelle località dell’interno, ad esempio nell’Alto Tevere, dove chi svolgeva quell’attività era facilmente individuabile. Sta di fatto che cognomi che richiamano l’attività di pescatori non si trovano nelle località marinare.
“Come l’altra volta – ha commentato il presidente del Centro Sudi Civitanovesi, Alvise Manni, che ha avuto un ruolo importante nell’organizzazione dell’incontro – oltre cinquanta persone hanno occupato il locale dell’associazione Medusa e il prof. Raparo, insegnante delle scuole medie di Macerata, da una quindicina d’anni studia i cognomi del Maceratese, grazie all’aiuto di tutti noi è riuscito a implementare le sue ricerche anche attraverso la consultazione degli eredi delle persone che portano determinati cognomi. Ciò gli ha consentito di ad andare avanti nella ricerca, in modo così compiuto. Raparo, ha fatto una serie di esempi, come quello di Adrubaldo, cognome che ha avuto origine in Spagna, e che è rintracciabile in Italia solo a Civitanova. Considerato che le novità sono tante, invito tutti a vedere il video che apparirà in Internet nel sito del Centro Sudi Civitanovesi, a cura dell’ing. Luca Marini, nel quale sarà possibile seguire tutta la conferenza di questa mattina”.
Il prof. Raparo, ha naturalmente risposto a una serie di domande, e ci ha fatto gentilmente presente che i cognomi riportati nel suo dizionario etimologico sono circa 1.500 e che si tratta di un lavoro impegnativo al quale si è dedicato dal 2000. “Se ci saranno delle correzioni – ha commentato – ci potrà essere una seconda edizione della ricerca, le cui finalità sono quelle di aiutarci a capire il perché ci chiamiamo in questo modo”.
Inutile dire che l’accoglienza nel “Moletto Medusa” è stata all’insegna della cortesia, e il presidente dell’ASD, Giorgio Paolucci, e dell’attento primo collaboratore, Leonardo Paolucci, hanno fatto del loro meglio per tenere ben caldo il locale, con la loro bella stufa a legna, e servire un delizioso antipasto a base di “cucciolette” alle persone che si sono intrattenute nel locale dopo la conclusione della conferenza,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *