NAUFRAGIO NAVE COSTA: UN IMPRENDITORE DEL FERMANO RACCONTA LA NOTTE DA INCUBO

NAVE DA CROCIERA FA NAUFRAGIO“E’ stata una notte da incubo, abbiamo visto la morte in faccia, abbiamo avuto davvero paura. Per fortuna possiamo raccontarlo, però”. A parlare, di ritorno da Porto Santo Stefano, un supersite del naufragio della nave Concordia di Costa Crociere, Leonardo Pagliari, imprenditore di Grottazzolina che si era imbarcato per una crociera insieme alla moglie Gabriella, al nipote Diego di 18 anni e alla sua fidanzata Denise, di 16 anni.   “Con mia moglie siamo riusciti a salire sulle prime scialuppe intorno alle 23:30 – racconta ancora scosso al telefono – ma con noi non sono saliti Diego e Denise, che sono rimasti a bordo e abbiamo perso di vista. Siamo stati in apprensione fino a quando, intorno alle tre di notte, siamo
riusciti a contattare Diego, imbarcato insieme a Denise su una scialuppa, che non riusciva a scendere dalla nave oramai molto inclinata”.  “Ci hanno portato subito all’isola del Giglio – prosegue l’imprenditore – ma lì non erano attrezzati per un’emergenza simile. Ci siamo riparati in una chiesa e abbiamo preso delle tovaglie per coprirci dal freddo. Dalla nave, appena abbiamo capito che si trattava di un problema serio, siamo venuti via con quello che avevamo addosso, perché ormai non era più possibile tornare in cabina a prendere gli effetti personali. Eravamo infreddoliti e impauriti ma nell’immediato, a terra, non erano stati organizzati soccorsi – lamenta Pagliari – magari con bevande calde. Solo in un secondo momento ci hanno trasferito a Porto Santo Stefano, dove ci hanno dato coperte e sottoposto a controlli medici”.    “Quando abbiamo sentito il primo boato – racconta ancora il superstite – eravamo a teatro e il presentatore è saltato giù dal palco, mentre una signora che era su una sedia a rotelle è scivolata a terra, tanta era la forza del contraccolpo. Abbiamo chiesto di cosa si fosse trattato, anche perché era andata via luce, ma ci hanno detto che stavano risolvendo un problema tecnico. Poco dopo però la nave ha cominciato a inclinarsi e da lì a poco il secondo colpo. Così abbiamo capito, anche perché alcuni membri dell’equipaggio si sono infilati il giubbetto salvagente. Nel frattempo la luce è tornata, poi il black out e la sirena di allarme: solo gli elicotteri di soccorso in volo sulla nave illuminavano il mare. Abbiamo sentito mentre eravamo lì anche il personale che diceva di aver tentato di portar via la prima acqua imbarcata con delle pompe e questo era prima della sirena”.

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