MESSAGGIO DEL DIRETTORE DELL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE SCATENA LE POLEMICHE

Il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Marco Ugo Filisetti scrive in occasione della giornata dell’unità nazionale delle forze armate un messaggio diretto agli studenti nel quale si legge tra l’altro: “Un pensiero a tutti i figli di Italia che dettero la loro vita per la Patria, una gioventù che andò al fronte e la vi rimase. Una gioventù lontana dei pavidi, coloro che scendono in strada a cose fatte. Giovani che vollero essere altro, con le opere, con l’esempio, consapevoli che “un uomo è vero uomo se è martire delle sue idee”. Una frase che ha suscitato la reazione del PD che ribatte: “La Democrazia si fonda anche sull’idea che sia ingiusto essere uccisi per le proprie idee e ancora più ingiusto uccidere in loro nome. Ci saremmo aspettati un simile richiamo a completare la lettera agli studenti del Direttore del’USR Filisetti del 4 novembre. Il fatto è grave, perché una tale dimenticanza da chi dirige la Scuola marchigiana non possiamo accettarla. Non possiamo accettare di vedere nascosto il lato terribile della guerra, di vedere negate le sofferenze che quei giovani patirono, di vedere il loro dolore e quello delle loro famiglie nascosto dietro alla retorica del dovere e all’eroismo. Soprattutto non possiamo accettare che si accostino ancora oggi la lotta per le proprie idee al sacrificio della vita e alla guerra.
Chi non la pensa come noi non è un nemico da uccidere ma un avversario con cui confrontarsi con rispetto, questo deve insegnare la scuola, e questo ogni giorno insegnano i docenti marchigiani. Filisetti chieda scusa per questo errore, che è prima di tutto educativo, e rifletta sulle sue dimissioni.
Dal canto nostro vogliamo ricordare agli studenti marchigiani che dopo la seconda guerra mondiale, grazie a statisti illuminati, eroi della Resistenza, come Altiero Spinelli, e anche al sacrificio di tanti giovani vite è nata l’Unione europea perchè non si ripetessero inutili massacri. Sono stati garantiti oltre settanta anni di pace e democrazia e sono state evitati milioni di morti ingiuste di giovani soldati.
Anche in ricordo di chi fu costretto a dare la vita dobbiamo vivere nell’impegno di creare un’Italia migliore attraverso gli strumenti del sapere, della ricerca, dello studio, dell’impegno civico, della politica pluralista e del confronto. Battiamoci sempre e insieme perché i tempi bui della Storia non tornino più, se pur evocati a torto da un direttore dell’USR, che dovrebbe ricordare il suo ruolo di garante di una Scuola libera, democratica, pluralista e inclusiva.”

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