MENO QUERCE PIÙ BOSCHI

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La svolta verde del sindaco Ciarapica è cominciata con la partecipazione al corteo Fridays for future, quando si è mischiato ai ragazzi scesi in piazza per proteggere il pianeta. Lui in mezzo a quelli che la sua segretaria Claudia Giulietti, la Crudelia Demon degli ambientalisti, chiama i ‘gretini’ per sbeffeggiare Greta Thumberg. Non è durato molto l’amore del sindaco per l’ambiente e infatti dopo pochi giorni ha dato il via libera all’abbattimento di nove querce. Una vicenda su cui cittadini e consiglieri rompiscatole hanno deciso di veder chiaro e hanno chiesto documenti giustificativi del taglio e delle spese sostenute per pagare la falcidie, eseguita dalla ditta che ha vinto l’appalto per manutenere il verde in città con un iperbolico ribasso del 40%, strappando una convenzione con il Comune che non prevedeva fosse compreso nell’importo del contratto (oltre 300 mila euro) l’abbattimento delle piante, che infatti vengono pagate dal Comune come extra, circa mille euro a tronco. Ma, Ciarapica non tollera i controlli, né gli si dica che non ha sensibilità ambientalista. Per rimediare al taglio delle querce ha pensato a un rimboschimento. La sua giunta si prepara a un’operazione urbanistica per rendere edificabile un’area che sul lungomare sud è destinata a servizi pubblici e che quindi potrebbe essere trasformata anche a verde. A chi gli rimprovera eccesso di cementificazione, e proprio sul litorale dove servirebbero ben altre scelte urbanistiche, risponde che le critiche vengono da chi non conosce come stanno le cose e che in quel terreno ci saranno boschi. Il che non fa una piega. Uno dei proprietari dell’area è quel Boschi avvocato e difensore dell’assessore all’urbanistica Fausto Troiani nei processi che lo vedono imputato a Macerata per diffamazione, conseguenza delle denunce prese per i suoi post diffamatori su facebook. Che non si dica che il sindaco non è ambientalista: più Boschi meno querce il suo slogan.
Di Robespierre

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