«Chi è senza peccato scagli la prima pietra». Parte da questa celebre citazione Sergio Marzetti, storico esponente del centrodestra, per commentare la situazione politica che sta vivendo Forza Italia a Civitanova Marche e invitare a un confronto più costruttivo.
«Oggi tutti ci crediamo puri e senza peccato e ci sentiamo autorizzati a criticare e condannare i comportamenti degli altri, senza cercare di comprenderne le motivazioni», afferma Marzetti, spiegando di sentirsi in dovere di intervenire «per riportare il confronto politico a un livello propositivo e costruttivo», dopo decenni di militanza nel centrodestra.
Secondo Marzetti, «non si può negare il terremoto in Forza Italia causato dall’improvvisa uscita del sindaco per aderire a Futuro Nazionale, partito in antitesi con Forza Italia e con tutto il centrodestra». Una scelta che definisce «un atto di incoerenza», pur riconoscendo che «si è trattato di un’opportunità personale colta al volo».
L’ex amministratore punta il dito anche contro i frequenti cambi di schieramento in politica. «Come incoerente è stato chi, candidato nel centrosinistra, non ha avuto difficoltà a passare nel centrodestra in cambio della presidenza del Consiglio comunale», osserva, aggiungendo che «la caratteristica dei politici, troppo spesso, è quella di imputare agli altri le conseguenze dei propri errori, delle proprie incapacità e quindi dei propri fallimenti».
Marzetti si sofferma poi sulla situazione interna di Forza Italia, sostenendo che il coordinatore cittadino Paolo Giannoni «non può limitarsi a condannare l’uscita dal partito di due esponenti di spicco come Croia e Renzi». Al contrario, «deve cercarne le cause e verificare se le prime responsabilità siano da imputare alla propria gestione, per poi avviare un confronto diretto e trovare soluzioni utili a ricostruire un dialogo costruttivo».
Infine, lancia un appello ai vertici provinciali e regionali del partito. «È evidente la difficoltà di individuare e accettare le varie responsabilità, ma gli organismi provinciali e regionali, consapevoli di questa preoccupante fuga di consiglieri da Forza Italia, non possono e non devono rimanere indifferenti», conclude. «Sarebbe una mortificazione per quanti si sono impegnati negli anni contribuendo alla crescita del partito».






