L’URLO DI MARIA ROSA BERDINI: I SUOI KILLER GIÀ LIBERI, ORA CONDANNE PIÙ SEVERE

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Articolo di Lorena Cellini da “Il Resto del Carlino” dell’11 novembre 2017:

«VENTUNO anni dopo la morte di mia sorella, ancora una tragedia. Ventuno anni non sono serviti a nulla, come purtroppo non è servita a nulla la morte di mia sorella…». Un dolore che si rinnova per Maria Rosa Berdini, sorella di Maria Letizia, uccisa il 27 dicembre del 1996 sull’autostrada Torino-Piacenza da un sasso lanciato da un cavalcavia nei pressi di Tortona e che sfondò il parabrezza dell’auto. AVEVA 31 anni, originaria di Civitanova Marche, e viaggiava accanto al marito. Si erano spostati alcuni mesi prima ed erano diretti a Parigi, dove avrebbero dovuto trascorrere il Capodanno.
Maria Rosa, cosa ha provato leggendo che un’altra donna era rimasta uccisa dal lancio di un sasso?
«Si è riaperta una ferita. Ma sono rimasta sconvolta anche da un’altra notizia».
Quale?
«Ho letto che dall’inizio dell’anno sono stati 63 i casi di lancio di sassi. Non lo sapevo. Eppure è un dato enorme, ma nessuno ne parla. Un fenomeno gravissimo che torna a fare notizia solo quando qualcuno muore e invece bisogna tenere alta la guardia, fermare i responsabili e punirli con pene più severe».
Per la morte di sua sorella quattro giovani, tre fratelli e un cugino, tutti giovanissimi, vennero processati e condannati a diciotto anni e quattro mesi. Giustizia è stata fatta?
«Loro non hanno mai confessato. È stato solo grazie alle testimonianze e al lavoro di indagine delle forze dell’ordine, che non finirò mai di ringraziare, che sono stati condannati, ma hanno finito di scontare la pena nel 2009, dopo pochi anni di carcere, e adesso sono tutti fuori. Che esempio abbiamo dato? No, giustizia per mia sorella non c’è stata e non riuscirò mai a perdonarli per quello che hanno fatto».

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