LE TENDINE DI CIARAPICA…PAROLA D’ORDINE: OPACITÀ

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Viva la trasparenza, a Palazzo Sforza la destra ha tappato le vetrate delle porte per chiudere i corridoio allo sguardo dei cittadini. Si blindano, Ciarapica e sodali, per paura che qualcuno veda il nulla. Prossima mossa del sindaco, mettere i granatieri all’ingresso del Municipio e i sacchi di sabbia alle finestre e comunque se attende un po’ potrà farlo con i sacchetti dell’immondizia che agli angoli delle strade si accumulano senza che nessuno vada a rimuoverli. Con le ‘tendine’ ai vetri, una giunta richiusa su se stessa compie l’ennesimo atto di debolezza e di scollamento dalla città. Gli amministratori dietro uffici riparati dagli occhi del mondo cattivo e il mondo fuori. Un classico di certa politica che concepisce il potere come altro dalla comunità, come un convivio tra amici e meglio non far vedere cosa si mette a tavola e con chi ci si siede. Le tendine chiudono un ciclo iniziato con la negazione degli atti pubblici ai consiglieri comunali (di opposizione), con la secretazione degli atti delle commissioni consiliari, con il consiglio comunale chiuso al pubblico per la prima volta nella storia della città, con procedure di finti avvisi pubblici e selezioni private. Dal bunker di Ciarapica, per ora è tutto.
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