LE MOGLI, LE SORELLE E I FIGLI DEGLI AMMINISTRATORI DI CENTRODESTRA TRA GLI SCRUTATORI “SPONSORIZZATI”

palazzo-sforzaScoppia in casa del centro destra lo scandalo della parentopoli degli scrutatori dei seggi. Il meccanismo di nomina di chi lavorerà, remunerato poco più di cento euro nelle sezioni elettorali è stato trasformato in mercato, scivolato in una lottizzazione familiare che ha premiato figli e parenti. La spartizione nel pdl si è spinta fino al punto che le liste dei designati consegnate dal consigliere Ciarapica membro della commissione elettorale riportavano accanto ad ogni scrutatore scelto anche il nome del politico sponsor, svelando la spudorata logica familiare e clientelare. Agli atti della Commissione elettorale esiste un elenco di scrutatori con la raccomandazione dei politici del centro destra che portano, in diversi casi, lo stesso cognome. Sono padri, parenti, sponsor. Un ex assessore e oggi consigliere e un ex presidente di una municipalizzata piazzano due figlie a testa, in un’orgia di sfrontatezza e ingordigia. Nella gara alla ‘spintarella’ non manca nessuno. Raccomandano Mobili, Marinelli, Marzetti, Morresi e Borroni mentre e qui sta la gravità Carassai, Baioni e Corallini impongono i figli. Ognuno viaggia con un pacchetto di nomi e non si fa scrupolo di esibirlo. Una stortura prodotto di una legge che non prevede il sorteggio per la nomina degli scrutatori. E’ affidata infatti alla Commissione elettorale del Comune, (Postacchini, De Vivo, Ciarapica): quindi ai partiti, la scelta. Tutto legittimo, ma il principio che dovrebbe regolare la scrematura prevede percorsi privilegiati per persone disoccupate o in stato di bisogno, nelle cui tasche il compenso previsto può far comodo. Non prevede certo che vengano infilati nell’elenco i parenti degli amministratori, alcuni dei quali, fino ad oggi, hanno fatto sfoggio di moralità e dato lezioni di trasparenza che, alla luce delle loro azioni, non potevano permettersi. Per fortuna non sono tutti uguali altro comportamento infatti è stato seguito dal centro sinistra anche se questa vicenda ha scritto una brutta pagina per tutta la politica cittadina, chiamata ora ad agire e a cambiare il regolamento delle nomine per evitare che questo accada di nuovo. Solo il meccanismo del sorteggio può garantirlo e rappresenta l’unico modo per togliere ai partiti il potere di mettere mogli e figli di chi amministra la cosa pubblica.

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