LE DONNE DI SERIE A, LE DONNE DI SERIE B E LA GUERRA DEI POST

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Una povera ragazza viene accoltellata e sulla sua tragedia pasteggiano i politicanti. Più attenti al social che al sociale, si sono subito preoccupati della ribalta Facebook. Per una manciata di minuti, la five stars Mirella Emiliozzi ha battuto sul tempo lo staff di Ciarapica. Alle 20.48 di sabato la parlamentare grillina spara il suo post in cui fa sapere che era a trenta metri dal luogo dell’aggressione, particolare rilevante e interessantissimo nelle more del dramma che si era appena consumato e mentre la ragazza ferita era sotto i ferri all’ospedale, lottando per la sua vita. Ciarapica l’ha seguita a ruota e alle 20.55 eccolo sfornare il suo post per informare il popolo che stava seguendo la notizia da vicino (chissà se più vicino dei trenta metri della Emiliozzi) e per rifilare alla città il pippone sul problema rom. Troppo forte il richiamo della propaganda sulla sicurezza, anche a costo di produrre uno stralunato mix tra gli sgomberi dei nomadi e la mattanza dei femminicidi. Impetuoso poi il sindaco nel gridare, rigorosamente a lettere maiuscole: NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE. Viene il dubbio sia lo stesso Ciarapica che in giunta tollera, perché considerate leggerezze, chi le donne le definisce, all’occorrenza: baldracche, puttane, troie, negre, bagascie, culone inchiavabili, che evoca il napalm se indossano il burqa e che, se si chiamano Luciana Littizzetto, scrive ‘ammazzatela sto cesso’. Il copyright è del vice sindaco Troiani, grande amicone di Ciarapica che un post di condanna a tal prosa, inneggiante alla violenza verbale e fisica sulle donne, non ha avuto il coraggio di pubblicarlo. Si vede che per il sindaco ci sono donne di serie A e donne di serie B e alle seconde si può augurare perfino di morire ammazzate. Fino a che qualcuno lo fa davvero.
Di Robespierre

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