LA ZANZARA FASTIDIOSA: l’ASSESSORE CAPPONI ED ERECTUS. STORIE DANZANTI DI NUDITÀ

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Arriva Popsophia e sfratta Civitanova Danza dalla città alta. Non solo, vanno persino in contemporanea, stesso giorno, stessa ora! “Ma si, fai vedere che abbondiamo!”, direbbe Totò. “Ma si, tanto abbiamo appena guadagnato 200 mila euro lasciando definitivamente Villa Eugenia ai privati” direbbe Ciarapica.

Gli assessori, che devono presenziare, si dividono e la morigerata Barbara Capponi è assegnata al Teatro Rossini dove va in scena la prima assoluta di “Erectus”, coreografia di Abbondanza-Bertone su musiche di Charles Mingus, spettacolo inizialmente previsto al Teatro Annibal Caro appunto.

Musica composta nel 1956, un free jazz che ha l’ardire di raccontare la storia dell’evoluzione umana. In scena quattro danzatori, gli uomini erectus, la pelle come abito di scena, cioè sono nudi, che muovono ogni parte del corpo in modo selvatico, libero, imprevedibile. Le gambe, le braccia, le mani, i piedi, la schiena e il fallo, o stennarello, batocco, pipino, salame, sarsiccia, manico, pezzo de carne, come direbbe Trilussa, insomma anche “Er padre de li santi” o il “Walter” per arrivare ai giorni nostri e citare la lucianina nazionale. A ritmo, ballonzola, in su e in giù,a destra e a sinistra. Ci butti l’occhio all’inizio ma subito sparisce alla vista, tanto è giocoso e coinvolgente il muoversi sul palco dei danzatori.

Ma non è facile immaginare i pensieri che avranno percorso la mente dell’Assessore Capponi durante lo spettacolo, notando il suo volto torvo, irritato, quasi sdegnato, quando alla fine le luci si sono riaccese. Avrà sentito forte l’impeto di salire sul palco a gettare delle braghe su quei membri impudichi, memore delle foglie di fico di Adamo ed Eva? O avrà trattenuto lo slancio, di staliniana memoria, di gridare: “Dategli un paio di mutande!”? O si sarà invece rincuorata per l’efficacia della sua campagna contro la calura estiva? O ancora, avrà apprezzato gli strascichi del famigerato contest #toccalapalma trasformato in arte coreutica?

Non ci è dato conoscere la verità ma certo è che la nostra Assessora non ha avuto tempo di leggere il foglio di sala che informava diligentemente delle nudità, altrimenti non si sarebbe indignata e avrebbe potuto anche godere di tanta naturalezza umana. Q

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