LA VENDITA DI GAS MARCA IMPOSTA DALLE LEGGE

Gas Marca è stata venduta perché la legge lo imponeva. Se ne è discusso nell’ultimo consiglio comunale su richiesta del Consigliere Comunale Morresi al quale sono stati forniti chiarimenti sulla vendita dell’azienda partecipata. “Una scelta adottata in questi mesi anche dai Comuni di Porto San Giorgio, Ascoli Piceno, Monte Urano, Fermo, Recanati e Osimo – ha detto Silenzi -. Anche qui i Sindaci e i Consigli Comunale hanno proceduto alla cessione delle loro società di gas, fornendo dunque la prova che tutti i Comuni debbono procedere alla vendita.”
Il dirigente del Servizio Finanze del Comune di Civitanova, Marco Passarelli, ha dato conto in Consiglio del fatto che nel tempo la normativa è diventata progressivamente più rigida nell’imporre la verifica di detenibilità di partecipazioni in aziende che non svolgano attività strettamente connesse ai fini istituzionali dell’ente (tra i quali sicuramente non è prevista la vendita di energia). Le scelte del Servizio Partecipate e della Segreteria Generale sono coerenti con l’indicazione fornita dall’allora Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici ora ANAC che, con una propria nota del 12/07/2011, ha ritenuto che la Gas Marca, in quanto società con oggetto e fine meramente commerciali (vendita di gas naturale ai clienti finali), non potesse essere considerata una società che produce beni o servizi strettamente necessari al perseguimento delle finalità istituzionali del Comune. Passarelli ha dato anche conto del fatto che nel tempo la normativa è diventata progressivamente più rigida e che il piano di razionalizzazione ha quindi previsto la vendita della partecipazione detenuta dal Comune in Gas Marca. Già le leggi finanziarie dei passati anni prevedevano che, al fine di tutelare la concorrenza e il mercato, le amministrazioni pubbliche non potevano costituire società aventi come oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società. E la Legge di stabilità del 2015 stabilisce tra l’altro che gli enti locali, a decorrere dal primo gennaio 2015, dovessero avviar un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute, in modo da conseguire la riduzione delle stesse entro il 31 dicembre 2015.
Infine la nuova normativa introdotta con il D.Lgs. n. 175/2016 prevede che le amministrazioni pubbliche non possano, direttamente o indirettamente, costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società. Sulla vendita di Gas Marca infine il Segretario Generale, Piergiuseppe Mariotti, ha fornito un circostanziato parere favorevole, e la Corte dei Conti ha chiesto al Comune di adeguarsi alla normativa esistente.

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