LA TESTIMONIANZA DI PATRIZIA MORETTI A RIVE FESTIVAL

image18“Ogni mamma avrebbe fatto la stessa cosa”. È pacata e discreta la conclusione di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, morto a Ferrara nel settembre del 2005 a soli diciotto anni per il feroce pestaggio subito da quattro agenti di polizia condannati per omicidio colposo a sei mesi di sospensione dal servizio a conclusione di un lungo processo.
La consapevolezza dell’ineluttabile “Federico non torna” non l’ha fatta desistere dal lottare, dal chiedere giustizia fino allo spasimo, anche quando ha vissuto “momenti di solitudine assoluta”.
Da quell’alba di nove anni fa la sua vita ha subito uno stravolgimento improvviso che le ha fatto vedere il mondo in modo diverso, che le ha fatto perdere oltre a un figlio, senza sapere perché, anche tante altre persone.
La forza di opporsi ai tentativi di gettare fango su suo figlio da parte di chi lo voleva descrivere come un eroinomane, esagitato, opporsi a chi voleva camuffare persino l’evidenza del sangue, opporsi a chi voleva insabbiare le testimonianze e proteggere le forze dell’ordine.
E poi la solidarietà di tante altre persone incontrate in questo lungo viaggio infernale a partire dal cardiologo Gaetano Thiene che ribalta la perizia della difesa sostenendo che la morte è stata provocata dallo schiacciamento del torace. “Sono dei regali di Federico” questi incontri dice Patrizia Moretti.
Il libro “Una sola stella nel firmamento” scritto con la psichiatra Francesca Avon, presente all’incontro con Roberto Mancini e Giorgio Felicetti che ne ha letto alcuni passaggi, è un’azione civile in nome della verità morale, storica e giudiziaria, la testimonianza di una tragedia privata che è diventata necessariamente pubblica.
Il processo si è concluso ma i veri motivi che hanno spinto i quattro agenti a usare una violenza inaudita sul corpo di Federico tanto da spaccare persino i manganelli di servizio e provocare, come verificò l’autopsia, 54 lesioni dalla testa ai piedi, rimangono oscuri, rimangono i buchi neri su cui Patrizia Moretti vorrebbe oggi poter far luce.
Oggi che testimonia con lucidità il suo dolore impossibile da placare, confessa con la voce rotta dall’emozione che è riuscita ad andare avanti grazie a Stefano, l’altro figlio, il fratello di Federico, perché “a volte la vita prevale”. L’applauso finale pieno di commozione da parte del numerosissimo pubblico è un abbraccio colmo di affetto e di rispetto.

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