La tassa della sTASI

S’appalesa all’orizzonte un altro gran pasticcio della Ciarapica Band. Nei cassetti di Palazzo Sforza giacciono 3.200 avvisi della Tasi, tassa da spedire in gran fretta perché se non arriva ai civitanovesi entro il 31 dicembre va in prescrizione e addio a mezzo milione di euro. Un po’ come la storiaccia dell’altro mezzo milione, quello della tassa rifiuti, non riscossi dalla Asur e andati perduti. Il rischio di un danno erariale bis è dietro l’angolo. Gli avvisi da recapitare appartengono all’anno di imposta 2014. Parecchi mesi fa hanno cominciato a circolare in Municipio mail che segnalavano alla distratta triade composta dal sindaco, dall’assessore alle finanze e dal segretario generale l’urgenza di predisporre le pratiche di controllo e invio. Ma, si è perso tempo. C’era altro da fare, per esempio preparare varianti a vantaggio di privati, svendere Villa Eugenia, promuovere il progetto Strever. Del problema Tasi la triade s’accorge solo in questi giorni. Per schivare l’ennesimo disastro hanno pescato 40 mila euro (40 mila!) dal bilancio per assumere speedy gonzales privati che dovranno imbustare e spedire. Ma che bel modello di programmazione! Nessuno che spieghi di chi è la responsabilità di questo guaio, un nome o un ruolo a cui chiedere conto dei 40 mila euro spesi (in attesa di sapere se ce ne saranno anche di persi) per rimediare a ciò che gli uffici comunali avrebbero dovuto fare in ordinaria amministrazione. Quattrini che sono un ulteriore balzello sui civitanovesi: la sTASI, acronimo di Tassa Sull’Immobilismo, simbolo di un ristagno amministrativo dei campioni del ‘sappiamo come fare’, ma solo quello che gli pare.
Di Robespierre

1 Response

  1. Simone ha detto:

    A noi, sappiamo come fare

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