LA MOSSA DEL CAVALLO

Foto dalla pagina Facebook di Palazzo Story
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Nel gioco degli scacchi il CAVALLO si muove in maniera del tutto diversa dagli altri. Salta i pezzi del proprio schieramento e di quello avversario. Sulla scacchiera della politica cittadina accade allora che il consigliere comunale della maggioranza Cavallo (Costantino) abbia votato, storcendo il naso, la svendita di Villa Eugenia e non si mostri allineato alle direttive sul futuro progetto del park sotterrano al Varco. Ma, ogni giocatore lo sa, usare bene il Cavallo è requisito per vincere la partita. O perderla. Specie se l’esito è in bilico. Per imbrigliarlo basta poco e ci vuole metodo, quello già collaudato con altri pezzi della scacchiera che minacciavano le posizioni e i privilegi di RE Ciarapica e di DONNA Maika (Gabellieri): l’ALFIERE Alfredo (Perugini) l’hanno messo a scorrazzare tra i prati del Cosmari, vitto pagato, e ora si muove a comando, mentre sopra la TORRE sta piazzato Flavio Rogani che allunga lo sguardo sulle aziende comunali in attesa che nello schieramento amico si liberi una casella-poltrona per poterla occupare. Da qualche tempo le manovre di Alfiere e Torre avevano costretto la squadra dei Neri a giocare in arrocco, tecnica difensiva, e quando anche il Cavallo si è messo a scalciare è scattato l’allarme Rosso. Con un problema: non era rimasto più nulla da offrire, avendo il RE già distribuito tutti gli incarichi politici in orgiastiche parentopoli e amicopoli. Il PEDONE è allora venuto in soccorso, ha chiesto lo spostamento delle strisce pedonali di via Cecchetti e magicamente ecco comparire un recinto privato (di carico e scarico) davanti al box di Cavallo, il più grande che si sia mai visto in città. La mordacchia e’ costata solo il prezzo di uno zuccherino, niente rispetto a certe contropartite offerte all’Alfiere e a quelle avvistate dalla Torre. Ciarapica ora è di nuovo a Cavallo. A Civitanova la sua partita procede tranquilla. A Macerata invece, sull’ospedale unico, RE Carancini gli ha fatto scacco matto.
Di Robespierre

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