LA MOSCA E LE SCIMMIETTE

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Dopo lo showdown di venerdì in consiglio comunale, vanno presentate scuse ufficiali al Top. No, la pubblicità di un night davanti al Comune non è affatto volgare rispetto alla performance andata in scena in sala consiliare. Urla belluine, il dito medio alzato accompagnato da zotica gestualità da taverna, insulti e parolacce. E’ il Palazzo Sforza style con la sua modalità sbruffona (e buffona). Come in una favola di Esopo, c’è la Mosca cocchiera fastidiosa che sguazza nel dileggio, ci sono due scimmiette – Ciarapica e Morresi – che non vedono e non sentono, e intorno iene ridens che sguaiatamente plaudono. E’ la fase due della destra al potere, il lato nero che emerge mentre affonda l’affare Strever. La reazione è sbracata, rozza, incivile, antidemocratica, invade la sala consiliare attraverso uno schema premeditato in cui burattini e burattinai vanno a braccetto il mattino e fanno finta non conoscersi la sera. Dalle querele alle aggressioni verbali, il potere reagisce in un’escalation mirata a domare chi si oppone, controlla e chiede gli atti amministrativi, reso obiettivo di personaggi che, tollerati da chi rappresenta lo Stato, provocano e insultano tra risate e silenzi complici. Non vedono e non sentono mai niente, le scimmiette. Punte dalla Mosca Tse Tse, dormono un sonno profondo.
Di Robespierre

Foto fb di Giorgio Mattiuzzo
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